Arte

Mostra Rinascimento ticinese. Dov’è finita Varese?

Agosti e il sindaco Fontana alla presentazione della mostra

E’ stato con una certa sorpresa che abbiamo scorso il lunghissimo (e vivacissimo) “Diario ticinese on the road” firmato, ieri, sull’ultimo numero di “Alias”, dallo storico dell’arte Giovanni Agosti. Come lui stesso spiega, senza rinunciare ad una punta di snobismo (che gli fa scrivere “Gianni” quando si riferisce a Giovanni Testori), nel preparare la mostra “Rinascimento nelle terre ticinesi”, che lo stesso Agosti ha presentato recentemente a Palazzo Bagatti Valsecchi di Milano, è cresciuto “un bloc notes della mostra, un mazzo di appunti su cui vegliano il Fellini dell’A Director’s Notebook, ma anche le impressioni italiane di Stehdhal”.

Un lungo racconto di scoperte e riscoperte, tra Canton Ticino e Lombardia. Ma scorrendo le righe scritte da Agosti e apparse sull’inserto culturale del quotidiano “Il Manifesto” (un inserto culturale, quello curato da Roberto Silvestri, tra i più ben fatti in Italia), sorgeva una domanda: e Varese? Perchè non si parlava di Varese? Domanda legittima, dato che  a Varese, presso la Sala Veratti, era stata annunciata una parte della mostra sul percorso che va da Bramantino a Bernardino Luini. Al punto che, alla presentazione milanese, era intervenuto anche il sindaco di Varese-assessore alla Cultura, Attilio Fontana. Nulla, nessun accenno alla sezione varesina, neppure in fondo al pezzo di “Alias”, dove si ricorda che la mostra alla Pinacoteca di Rancate si terrà dal 10 ottobre al 9 gennaio 2011.

Dunque? Una dimenticanza di Agosti? Una dimenticanza di “Alias”?  I curatori della mostra hanno visto  la terribile Tenda rossa realizzata all’ingresso della Sala Veratti a Varese, e hanno cambiato idea? Un piccolo mistero agostano in terra varesina.

8 agosto 2010
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