Busto Arsizio

A Busto l’ultimo saluto all’editore Ferrario

La famiglia dell'editore Ferrario ai funerali

La centralissima basilica di San Giovanni a Busto si è riempita silenziosamente, questa mattina, per i funerali dell’editore del quotidiano “La Prealpina”, l’imprenditore Roberto Ferrario. Tanti i bustocchi, cittadini comuni, che hanno atteso l’arrivo del corteo funebre, giunto alle 10.45 nella piazza, aperto dai famigliari dell’editore, dalla moglie Daniela Bramati e dai figli Davide, Paola e Matteo. Dietro di loro tante autorità, i gonfaloni di Busto e di Varese, deputati e senatori, sindaci e assessori, ma soprattutto tanti amici di Ferrario. Presenti poi tantissimi giornalisti, a partire da quelli del quotidiano di via Tamagno, capeggiati dal direttore Angeleri e dal caporedattore Coronetti.

Ad attenderli sul portone della basilica di Busto, i quattro sacerdoti che hanno celebrato il rito funebre: monsignor Stucchi, vicario episcopale di Varese, monsignor Agnesi, prevosto di Busto, monsignor Donnini, prevosto di Varese e monsignor Livetti, ex prevosto di Busto.

Entrato il corteo funebre, le panche si sono presto riempite, in attesa dell’inizio della messa. Ma prima dell’inizio è arrivato il ministro Umberto Bossi, che ha preso posto, in prima fila, accanto a Marco Reguzzoni, presidente dei deputati leghisti, e all’eurodeputato Francesco Speroni.

L’omelia è stata tenuta da monsignor Stucchi, che si è rivolto all’editore come ad un “collega” sul fronte dei media (Stucchi è stato infatti direttore di un settimanale diocesano). “Roberto è stato messo alla prova – ha detto Stucchi – attraverso i talenti ricevuti, e attraverso la lotta per l’esistenza”. Dell’editore Stucchi ha ricordato le “grandi responsabilità, “come un uomo che ama la vita, come un uomo che può disporre di strumenti di comunicazione”. Ma l’editore “non temeva di prendere decisioni”, anche se capitava che “chiedesse consigli, alla ricerca di un’istanza etica più forte”. La comunicazione, infatti, “è un’arte di sapienza,  che ha bisogno di codici etici”.

Al termine della cerimonia funebre, ha preso la parola monsignor Agnesi, parroco della basilica oltre che prevosto di Busto, che si è rivolto alla famiglia. “Fra qualche ora resterete soli: ricordate allora il bene che gli avete voluto, e la dignità con cui l’avete accompagnato. Allora dite una preghiera”.

Al termine della messa, dopo le condoglianze e i saluti alla famiglia, è iniziato l’ultimo viaggio dell’editore Ferrario, seppellito al cimitero di Busto. Ad attendere l’uscita dalla piazza del feretro, tanti cittadini e amici che lo hanno salutato in silenzio, seguendo il carro funebre allontanarsi da una via laterale.

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7 agosto 2010 - Andrea Giacometti - direttore@varesereport.it
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