Cultura

Scomparsa Elvira Sellerio. Quando l’editoria è un sogno

La Sellerio e Andrea Camilleri

Cattiva notizia per il mondo della cultura italiano e non solo: Elvira  Sellerio, fondatrice dell’omonima casa editrice, è morta oggi a Palermo. La Sellerio, in passato componente del Cda della Rai, scoprì e sostenne con la sua casa editrice diversi autori, tra i quali Leonardo Sciascia, Gesualdo Bufalino, Andrea Camilleri.

La Sellerio era nata a Palermo il 18 maggio 1936 ed aveva 74 anni. Figlia di un prefetto, laureata in giurisprudenza, cavaliere del lavoro, nel 1991 è stata insignita di una laurea honoris causa in Lettere a Palermo. Ha cominciato a lavorare nell’ editoria nel 1970, fondando la casa editrice con il suo nome. Una casa editrice che ha avuto tra gli autori Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino.

Significativa la filosofia della casa editrice: lanciarla da Palermo, con la pretesa che fosse “nazionale”. Una scommessa vinta grazie ai grandi autori come Sciascia e Bufalino, ma anche alle collane diventate “mitiche”, come nel caso dei ”libretti” dalla copertina in blu scuro che ripropongono testi “minori”, che spaziano tra classico e moderno, ma di grande spessore culturale.

La Sellerio ha pubblicato tutti i libri di Andrea Camilleri che ha assicurato alla casa editrice un grandissimo successo.

3 agosto 2010
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2 commenti a “Scomparsa Elvira Sellerio. Quando l’editoria è un sogno

  1. vincenzo masotti il 4 agosto 2010, ore 01:12

    era una donna in gamba. Curioso: tante persone di qualità che io conosco sono siciliane.

  2. francocordiale il 5 agosto 2010, ore 17:58

    Cordoglio, per la scomparsa di una persona libera, capace di scegliere e di mettersi in gioco personalmente, nel suo lavoro di dirigente editoriale.
    Di Elvira Sellerio ho questo ricordo: è stata tra i rarissimi dirigenti editoriali che abbiano preso in considerazione,alcuni anni fa’, un mio romanzo inedito,dimostrando (cosa tutt’altro che ovvia, di solito), di averlo letto realmente ed anche apprezzato sotto alcuni aspetti. Di lei conserverò nel tempo la cordiale lettera che mi inviò, invitandomi a perseverare.
    Un pensiero riconoscente da Franco Cordiale.

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