Cinema

Il grande Nord protagonista alla rassegna “Esterno Notte”

Una sequenza dal film "Nord"

“Northern Lights” (” Luci del Nord”) è il titolo della suggestiva serata in programma ai Giardini Estensi di Varese domani martedì 3 agosto, ore 21.15: l’evento è inserito nel cartellone di “Esterno Notte 2010″  e vedrà salire sul palco il grande chitarrista jazz Maurizio Brunod, che in questa occasione suonerà sulle immagini realizzate da Luca d’Agostino, grandissimo fotografo amante delle montagne: un progetto nato nelle loro silenziose passeggiate sulle Dolomiti per un viaggio sonoro e visivo di grande fascino e originalità.

Un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti della montagna e della musica di qualità. Seguirà la proiezione del film NORD di Rune Denstad Langlo. Prezzi accessibili a tutti (intero EUR 10,00 – ridotto EUR 8,00 per soci Filmstudio ’90, ARCI, COOP, ragazzi fino a 18 anni e ultrasessantenni).

Maurizio Brunod, chitarrista e compositore, è sicuramente tra i più noti chitarristi del panorama jazzistico italiano. 20 dischi, tournée in tutta Europa e grandi collaborazioni caratterizzano il suo lavoro. Deve sicuramente il suo esordio professionale al gruppo “Dac’corda” di Claudio Lodati, amico e maestro, col quale ha realizzato 3 dischi e concerti in tutta Europa.  Nello stesso periodo è nato il sodalizio con Max Barbiero, una collaborazione che è vivace e durevole a tutt’oggi. Ha infatti appena compiuto vent’anni di carriera il gruppo Enten Eller, un quartetto formato da Brunod con Barbiero, Alberto Mandarini e Giovanni Maier. Sin dagli inizi ha lavorato come solista: 5 i dischi, registrati in più di 10 anni, che testimoniano la sua crescita e il suo cambiamento. “First Step” del ’95, “Visionaire” del ’99, “Solo” del 2002, “Alone Again” del 2005, ”Northern Lights” del 2009: sono così diversi tra di loro, ma così figli dello stesso stile, che riescono ad alimentare il progetto mantenendolo sempre originale e multisfacciettato, ma fedele al suo compositore. Nel 2008 esce “Atlantide”, cd per i venti anni dell’Enten Eller; sempre dello stesso anno “Jeax d’enfant” lavoro in quartetto con Enzo Favata e Daniele Di Bonaventura oltre allo stesso Brunod e Barbiero. Nel 2009, anno incredibilmente fecondo, nuovo progetto con Alexander Balanescu, e Claudio Cojaniz, firmato Barbiero-Brunod e ultimo Svartisen inciso con un super gruppo norvegese e John Surman ospite. Dello stesso anno il nuovo disco solo, “Northern lights”.

A seguire, il film “Nord” di Rune Denstad Langlo – Norvegia 2008, 78′ con A. Baasmo Christiansen, K. Hellum, M. Aunemo, M. Sjøgård Pettersen. ” L’ex campione di sci Jomar Henriksen, reduce da un esaurimento nervoso, decide di ritirarsi in un parco sciistico per condurre un’esistenza solitaria. Per lavoro perlustra la montagna con una pattuglia che ha il compito di controllare le piste. Incapace di adattarsi alla nuova e anonima vita, l’uomo trascura i suoi doveri lavorativi dedicandosi ai suoi passatempi preferiti: il fumo, l’alcool e il divertimento. Ma quando scopre di avere un figlio che vive nel nord del paese, Jomar inizia un viaggio a bordo di una motoslitta attraverso tutta la Norvegia… (…) Nord è un road movie sulla snowmobile, un “road movie fuoripista” come lo definisce lo stesso autore; una commedia minimale che trascina il protagonista fuori dal suo malessere per farlo incontrare e scontrare con situazioni assurde e personaggi stravaganti e assoluti nella loro umanità: bambine solitarie, gare di snowboard, improbabili soldati che sbucano dal nulla e vecchi scontrosi intenti a pescare nel ghiaccio conducono il protagonista, nella sua ricerca della vita, verso un finale sobrio e asciutto che ben completa la stravaganza misurata e sottile di questa malinconica commedia umana. I meriti del film sono molti: il regista Rune Denstad Langlo, che qui impiega splendidamente anche la sua esperienza di documentarista, riesce a mantenere in costante equilibrio la commedia pur non tralasciando momenti di dramma, utilizzando bene gli scenari nordici, protagonisti del film insieme al bravo Anders Baasmo Christiansen, una presenza fondamentale nei vari segmenti del film, sempre provvisorio nel suo incedere incerto, tra la chiusura in se stesso e lo stupore di fronte agli incontri imprevisti che quel pezzetto di vita gli riserva, sempre umanissimo”. Chiara Barbo – Vivilcinema

2 agosto 2010
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