Varese

Cultura a Varese tra giovani e “grandi vecchi”

Riceviamo questa lettera di Giuseppe Terziroli, che volentieri pubblichiamo come contributo ad un confronto sulla cultura a Varese.

Mi sembra che, adottando un paragone sportivo, in tema di cultura in senso lato a Varese si stiano disputando due campionati, tra due categorie, seniores ed juniores. Perchè dico così? Perchè tra le due categorie non c’è permeabilità? Per me è solo un fatto di linguaggio specie di quello web, che i c.d. seniores non riescono ad intercettettare e a fare proprio in tutte le potenzialità, cosicchè i giovani “colti” stanno andando a velocità eccezionale: studi, ricerche, iniziative incredibili, scoperte che si susseguono.

Emergono, tra gli anziani coloro che per professione o business in senso alto del termine riescono a collegarsi: penso a Silvio Raffo o Ghiggini. E cosi’ dal dimenticatoio ricompare un certo Guido Morselli. E gli altri “anziani”: sono sull’Aventino (Silvano Colombo) oppure attualmente un po’ in disparte, nel momento in cui potrebbero darci tantissimo del loro sapere (Luigi Zanzi).

Da quasi vent’anni per lavoro frequento Como; vi assicuro che cio’ che bolle in pentola a Varese, per chi lo sa cogliere, è un vulcano rispetto al grigiore dei vicini. Ma spetta alla politica dare un segnale di raccordo e di apertura. La provincia lo sta facendo, ma, occorre ammetterlo, il Comune un po’ meno. In tempi di vacche magre non è un problema di soldi. Oggi, grazie ad Internet, si puo’ organizzare un evento con pochi euro: basta l’intesa e obiettivi seri. Si rifaccia la Consulta delle associazioni, delle testate tradizionali, dei siti web (News,Report, RMF, La6Tv, Arte Varese com, etc). Diamo priorita’ e calendarizzazione agli eventi: abbiamo una citta’ ed una provincia ricchissima di tesori dell’arte, artisti sia di bottega quattrocentesca fino all’arte del 900 e contemporanea, nuovi emergenti, siti di archeologia noti in tutto il mondo, Golasecca e Castelseprio, Castelli e Monasteri che dominavano il mondo di allora (Borromeo), personalita’, Ravasi e Pollack, di cui quasi si è persa traccia.

I circoli culturali esistenti sono un altro capitolo: la Fenice, i Caffe’ Letterari(Mauro della Porta, Belli, etc.) sono vivi, altri si stanno formando nei rioni, Bizzozero, Velate, per riscoprire la loro storia e spiegarla ai nuovi arrivati oltre che a schiodare dalla tv gli anziani, che si credono superati. Le pagine web campano di immagini ed apparati fotografici eccezionali. Guarda caso Varese , a cominciare dal Carnelli, è patria di fotografi: rimpiangendo Pontiggia ed i suoi lavori per e con Chiara, Vivi Papi , pensiamo ai Carlo Meazza , Carlo Zanzi, Marino Sanvito, Graziano Aitis, solo per fare qualche nome. Basterebbe riassumere i lavori da loro fatti per fare una mostra eccezionale su Varese. anche in vista di Expo 2015.

Tornando all’inizio di questa scorribanda, rispondano all’appello dell’ente pubblico queste persone, vi prego. Ed altre da loro segnalate, sempre che ne abbiamo voglia, si intende: Alberto Ambrosetti,Daria Banchieri, Arturo Bortoluzzi,Clara Castaldo,Carlo Brusa,Ovidio Cazzola,Cesare Chiericati,Mario Chiodetti, Silvano Colombo, Mauro Della Porta,Don Gilberto Donnini,Gianfranco Fabi,Camillo Fiori,Vito Frattini, Gianfranco Garancini,Robertino Ghiringhelli,Andrea Giacometti,Amerigo Giorgetti, Fabio Minazzi,Marcello Morandini,Gaspare Morgione,Gigi Piatti,Guglielmo Piatti, Alma Pizzi,Silvio Raffo,Mario Speroni,Giuseppe Strazzi, Daniela Tam Baj,P:Fausto Vedani,Paola Viotto, Paolo Zanzi, Luigi Zanzi. Scusate, ho qualche dimenticanza, perchè ho perso un foglio. Facciamo la “Rinascita varesina”, sono maturi i tempi.

Concludo facendo l’esempio di uno storico vivente, il professor Renzo Talamona, di Bizzozero. Il prof di latino e greco del Cairoli, andato in pensione lo scorso anno, si fa per dire, si sta occupando quotidianamente di documentatissime ricerche di archivio su antiche mappe varesine fino ed oltre il medio Evo, per riscrivere tanta storia mai vista nè conosciuta, anche perchè, io lo dico da tempo, Varese ha avuto un grosso deficit: l’ASSENZA DI UNA PROPRIA DIOCESI ed annessi archivi. Tornando al Talamona è , si intende per me, un nuovo Luigi Borri, Mario Bertolone, L. Nangeroni, Canonici Comolli, G.C.  Bizzozero, L. Giampaolo, A. Del Frate, per dire qualcuno che ha scritto la storia di Varese.

Chiudo, scusate se mi sono dilungato: le vicende del Chiara è giusto che finiscano in prima pagina, per appagare gli aspetti della mondanita’ e di chi vive per questo. Ma vi prego, affondiamo il badile un po’ piu’ sotto la terra e scopriremo il tesoro di tanti nostri giovani colti ed il patrimonio dell’esperienza di molti ” grandi vecchi” che abbiamo accanto a noi, prima che di loro ce ne ricorderemo, se lo faremo, cent’anni dopo che sono morti.

Arrivederci e grazie.

Giuseppe Terziroli

31 luglio 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi