Economia

Artigiani, fusi nove Confidi. Con Varese capofila

E’ stato presentato questa mattina, nella Sala Consiglio della Camera di Commercio di Milano, il maxi-confidi che unisce nove confidi del sistema Confartigianato Lombardia. Sondrio, Como, Legnano, Vigevano, Lodi, Crema, Cremona e Mantova, incorporati nel sistema di garanzia di Varese (che da solo vale due terzi dell’unione), sono ormai una squadra composta da 36.764 soci e con numeri da capogiro: 591 milioni di euro di finanziamenti in essere, un totale attivo di circa 55 milioni di euro, una capacità di crescita di 543 milioni di finanziato pari a 271 milioni circa di garantibile, un patrimonio di vigilanza pari a circa 24 milioni di euro con un total solvency ratio del 9,64% (al 21 dicembre 2009).

Ad illustrare le potenzialità della nuova realtà sono intervenuti Andrea Bianchi (direttore di  Artigianfidi Lombardia), Giorgio Merletti (Presidente Confartigianato Imprese Lombardia e vicepresidente nazionale di Confartigianato), Luca Erzegovesi (docente di Finanza Aziendale all’Università di Trento) e Andrea Gibelli, vicepresidente Regione Lombardia e assessore alle Attività Produttive della Regione Lombardia.

“Abbiamo usato due parole chiave: prossimità e territorio – ha detto Andrea Bianchi -. Le funzioni troppo centralizzate delle banche hanno minato l’efficacia degli stessi istituti di credito. Da sempre gli osservatori dei Consorzi fidi si sono accorti di quanto si possa gestire il territorio in modo diverso, ponendo la massima attenzione agli elementi qualitativi delle imprese. Ma per farlo si deve osservare l’impresa da vicino. La sfida è questa: negoziare in nome e per conto di oltre 36mila imprese dando centralità al territorio”.

“Una fusione non significa “adattarsi”, ma proiettarsi verso il futuro – ha dichiarato Merletti -. Fare rete non significa perdere le proprie peculiarità, ma ingigantirle. Più la gestione dell’azienda si fa complessa, e più crescono le opportunità di innovazione, più il management dei Confidi si fa importante. La fusione è il risultato di un sistema integrato, coordinato, attento a favorire la partecipazione motivata e attiva di tutti i partner. Valorizzare la cooperazione in una logica regionale è il fine di Confartigianato”.

Artigianfidi Lombardia è un modello di equilibrio: propone criteri di continuità operativa, lascia immutato il legame con il territorio (principio di prossimità), mantiene alcune attività presso le sedi degli altri consorzi, garantisce e potenzia gli standard qualitativi adottati sino ad ora. In più, potrà giocare un ruolo di maggior peso nei confronti delle istituzioni regionali (principio di sussidiarietà) e incrementare vantaggi connessi ad un accesso al credito ancor più facile e conveniente.

Operativo dal gennaio del 2011, il maxi-confidi si inserisce nel solco tracciato dal Governatore della Banca d’Italia: dare credito alle micro, piccole e medie imprese.  I Confidi sono i nuovi spazi nei quali si possono sperimentare le reti. Proprio con le banche, il nuovo assetto permetterà di negoziare una più ampia offerta di prodotti, migliori condizioni sul fronte degli impieghi e della tesoreria, la costituzione di plafond dedicati e nuovi progetti di collegamento informatico. Così il “fare rete” si lega all’ottimizzazione delle risorse, delle spese e del potere negoziale grazie anche al ruolo di intermediario finanziario (ex art. 107 del Testo Unico Bancario) di Artigianfidi Varese. Un ruolo che nel 2009 ha portato la struttura a garantire finanziamenti per 253 milioni di euro e circa 5.000 operazioni svolte.  Il piano industriale di Artigianfidi Lombardia prevede tre anni al rialzo: dai 426 milioni di euro di finanziato nel 2010 ai 494 del 2012.

30 luglio 2010
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