cultura

De Sanctis: meglio un assessore a tempo pieno

Filippo De Sanctis, direttore del Teatro di Varese

E’ difficile sentire qualcuno che dica che non si fa cultura a Varese. Si fa, si fa, anche se magari non sempre, e non tutta, di alto profilo. Passi avanti, negli ultimi anni, sono stati fatti, ma non mancano problemi e criticità. Un panorama con luci ed ombre, con eccellenze a macchia di leopardo. Un panorama che suscita giudizi contrastanti, pareri positivi e riserve.

“Non si può essere pessimisti, cose interessanti se ne vedono, eventi di buon livello se ne stanno preparando”, dichiara Filippo De Sanctis, direttore del Teatro di Varese e uno degli animatori dell’associazione culturale “Il Vellone”.

Come valuta il panorama culturale varesino? Più criticità o più iniziative positive?

Credo che a Varese si stia lavorando bene. Sia perché sono venute alla luce realtà culturali che fanno proposte di qualità partendo dal basso, sia perché non mancano prestigiosi eventi consolidati nel tempo, dai Cortisonici al Premio Chiara, dalle stagioni teatrale e musicale fino a iniziative più nuove come la Cinefesta.

In tutto questo il Comune di Varese svolge un ruolo significativo. E’ anche un ruolo positivo?

Il Comune, in particolare il sindaco-assessore alla Cultura, Fontana, sta portando a casa risultati da non sottovalutare, come il nuovo teatro o alcune mostre di qualità che sono state annunciate. Diciamo che l’impegno del sindaco-assessore è stato quello di rimettere l’auto in carreggiata. Ora, però, si tratta di mandarla avanti con energia.

Come fare?

Torniamo ai soggetti culturali che sono emersi a Varese in questi anni. Soggetti ricchi di proposte di qualità e con una grande passione culturale. E’ necessario che ci sia un interlocutore politico chiaro per coordinare queste realtà, un punto di riferimento preciso. Qualcuno, insomma, che si impegni ogni giorno, al cento per cento, per sostenere chi fa cultura, reperire risorse,  dialogare con chi si impegna sul territorio per individuare le iniziative migliori.

Questo interlocutore preciso da lei auspicato esiste attualmente?

La situazione attuale non è delle più chiare. Nell’ambito della politica culturale del Comune, spesso le decisioni ondeggiano tra un sindaco-assessore e un dirigente-assessore. La scelta di avere un sindaco-assessore, che è stata utile per arrivare fin qui, e ottenere buoni risultati, oggi ha esaurito la sua ragione d’essere. Sarebbe il caso di ragionare sulla presenza di un assessore a tempo pieno, che sia in grado di seguire la vita culturale con più continuità e più tempo rispetto a ciò che accade ora. Un cambio di marcia importante, che può rendere ancora più vivace la vita culturale della città giardino.

27 luglio 2010
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