Varese

Quel muro invisibile che separa ebrei e cristiani

Roberto Gerbolès e Silvia Priori, protagonisti dello spettacolo

Un appuntamento teatrale estivo da non mancare. Dopo la premiére in quel di Bellinzona alla presenza del grande Moni Ovadia, che nell’elaborazione drammaturgica della piéce ha messo le mani, Teatro Blu di Silvia Priori presenta, mercoledì prossimo 28 luglio, alle 21, ai Giardini Estensi di Varese, la prima nazionale dello spettacolo “Shabbes Goy. I gentili del sabato”, una proposta che rientra nel ricco cartellone di “Terra e Laghi-Festival di Teatro nell’Insubria”, giunto alla sua quarta edizione.

Meta-letteratura? Certamente, dato che il testo rappresentato, in forma di teatro concerto con musica yiddish, è tratto dalla interminabile opera di Harry Bernstein (in questo caso ci si riferisce a “Il muro invisibile”, ma la Priori si è dichiarata interessata a mettere in scena anche i successivi volumi). Ma forse anche un esercizio meta-teatrale, dato che la messa in scena che vedremo a Varese poggia su uno studio svolto sul testo di Bernstein. Dunque, un’operazione culturale sfaccettata, ma che punta a raccontare una bellissima storia.

Nella Torah è scritto che il mondo non può esistere senza miracoli. Essi sono il contrappeso delle sciagure, rimarginano i lutti con le nascite. C’era una volta una strada, una piccola strada tranquilla che si notava difficilmente in mezzo alle altre, ma ciò che la rendeva eccezionale era il fatto che gli ebrei vivevano da una parte e i cristiani dall’altra, divisi da un muro invisibile.

Due mondi con usanze, credenze, pregiudizi diversi si fronteggiano, quasi non fossero parte di un’unica realtà, quella della miseria. Si parla di una famiglia come tante: il padre, un ebreo immigrato dalla Polonia, lavora alle manifatture tessili, sperperando gran parte del suo salario al pub. La madre manda avanti la famiglia come può, ricorrendo a mille espedienti. La loro povera casa si allinea con altre simili su una strada di ciottoli di una cittadina industriale del nord dell’Inghilterra. La Prima Guerra mondiale incombe, e con essa eventi che cambieranno per sempre la vita della famiglia e quella della strada.

Quando Lily, la sorella maggiore, vince con il massimo dei voti una borsa di studio, il padre si oppone e la trascina con sé alle manifatture. Ma alla fine della guerra l’amore segreto per Arthur, un ragazzo cristiano, darà a Lily la forza di ribellarsi e di sfuggire a un destino segnato. Solo il figlio nato da questa unione negata sarà in grado di aprire una crepa nel muro, lasciando filtrare un raggio di luce.

“Uno spettacolo contro intolleranza e pregiudizio, ma anche una bella storia d’amore”, ci ricorda Silvia Priori che, insieme a Roberto C. Gerbolès, è protagonista sul palco, ma anche regista. Insieme a loro, Francesca Galante è la cantante, mentre musicisti sono Tamàs Major (violino), Federico Marchesano (contrabbasso), Ciro Radice (fisarmonica), Nicola Zuccalà (clarinetto). La direzione musicale e gli arrangiamenti sono di Ciro Radice.

26 luglio 2010
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