Varese

Un Claudel mistico dall’intensa Luisa Oneto

Un momento del suggestivo spettacolo al Sacro Monte

Un salto senza rete, una scommessa difficile, un azzardo dai rischi molto superiori alle certezze. Eppure la messa in scena di “Quell’abbandono senza paura”, lettura di versi di Paul Claudel proposta ieri sera da Luisa Oneto, nell’ambito della rassegna “Tra sacro e Sacro Monte” diretta da Andrea Chiodi, ha offerto un momento alto di cultura e di teatro che, per timore della pioggia, si è svolto in un affollato santuario di Santa Maria del Monte.

Già la partenza non era delle più facili. Il testo della lettura, una selezione di opere pubblicate dalla Pleiade e  tradotte per la prima volta da monsignor Maggiolini, collazionava con la “a” (cioè metteva accanto uno all’altro) testi eterogenei, versi lirici e riflessioni teologiche, incandescenti soprassalti morali del convertito e momenti di dolce abbandono del devoto mariano. Un testo, dunque, frastagliato, discontinuo, a volte alato e a volte denso fino alla pesantezza. Un testo che, senza facilitanti interventi drammaturgici, è stato affidato alla presenza e alla voce della protagonista, una folgorante Luisa Oneto.

La Oneto, per un’ora e mezzo, ispirata e spesso in preghiera, ha coinvolto il pubblico nel mondo di Claudel. Con la scelta di partenza di liberare la strada da ogni possibile enfasi, da qualsiasi istrionismo, da tutte i vezzi d’attrice. Nulla di tutto questo: la Oneto ha tenuto sotto un controllo teso voce ed interpretazione, e ha proposto una lettura misurata, efficace, convincente. Certo, non sono mancati i momenti più ardenti, quelli delle invettive ai tiepidi, quelli di estensione mistica del credente Claudel. Ma anche in questi casi, la Oneto ha mantenuto l’impegno di usare il rasoio di Ockham. Un lavoro “a togliere”, come direbbe un giornalista esperto.

A rendere ancora più suggestivo lo spettacolo, l’esibizione, a fianco dell’attrice, del Simple Ensamble, diretto da Davide Fior, che ha proposto austere melodie liturgiche, spesso intrecciandosi alla voce della Oneto.

Dopo Claudel, la prossima volta occuperà la scena della rassegna voluta dalla Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte un altro grande scrittore francese, Charles Peguy. Ma certamente sarà più semplice la scommessa. Perché Peguy non è un reazionario (e dunque ci sta meno antipatico), poi perché la messa in scena è affidata a Franca Nuti e ad un grande regista del Piccolo Teatro come Fabio Battistini, ed infine perché il testo di Peguy “Il Mistero dei Santi Innocenti” non è un “maelström”, insidioso e disorientante come il testo di Claudel, che con tanta sensibilità e intelligenza ha portato in scena la Oneto ieri sera al Sacro Monte di Varese.

23 luglio 2010 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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