Varese

Paul Claudel al Sacro Monte. Ma non fu solo poeta

Il poeta e diplomatico Paul Claudel

Questa sera, nell’ambito del cartellone “Tra sacro e Sacro Monte”, è in programma lo spettacolo con Luisa Oneto “Quell’abbandono senza paura”, una lettura di testi religiosi del poeta e scrittore Paul Claudel raccolti e tradotti da monsignor Alessandro Maggiolini, e pubblicati dalla casa editrice Cantagalli. Un bel testo, che propone il Claudel convertito alla fede, l’uomo che nel corso del Magnificat a Notre-Dame aderisce con entusiasmo alla fede, una scelta sofferta che ritorna nelle liriche e negli scritti, in cui Claudel esprime sentimenti di meraviglia e devozione verso la trascendenza.

Ma al di là del poeta e del drammaturgo, c’è anche un altro Claudel, che spesso si tende a dimenticare. Un Claudel che non sta alla finestra della storia, ma entra con irruenza in alcune tragedie del Novecento, con posizioni politiche ultraconservatrici.

Come nel caso della guerra di Spagna, quando Claudel si rifiutò di partecipare al “Comitato per la pace religiosa e civile in Spagna” lanciato dal filosofo cattolico Maritain e si schierò con il nazionalismo falangista del generale Franco. Scrisse, a tale proposito, una famosa ode “Ai Martiri Spagnoli”, dove difese le tante vittime, soprattutto tra il clero, dei miliziani che combattevano al fianco della legittima Repubblica spagnola, ma non fu neppure sfiorato dal fatto che nefandezze altrettanto orrende furono attuate dalle truppe fasciste del generale ribelle Francisco Franco, sostenuto peraltro dalle stesse gerarchie cattoliche (con poche eccezioni). Esemplare fu, in proposito, la fucilazione dei 16 sacerdoti baschi da parte delle truppe franchiste, un fatto che meritava certamente un’adeguata attenzione.

Non solo. Paul Claudel non si rifiutò di appoggiare il vergognoso regime collaborazionista di Vichy, quel regime che scelse di cooperare attivamente con gli occupanti tedeschi della Francia. Il poeta scrisse un’ode dedicata al maresciallo Pétain prima della liberazione (parlando addirittura di “divine surprise”, un’espressione che ricorda il nostro “uomo della Provvidenza”), per poi dedicarne un’altra a De Gaulle a liberazione avvenuta. Ma dopo il 1935 e durante la guerra, Paul Claudel era stato anche uno dei sei amministratori della società di motori “Gnôme & Rhône”, che attivamente collaborò con la macchina da guerra tedesca, in particolare con l’aviazione hitleriana.

Paul Claudel, insomma, fu un personaggio con lati oscuri, un intellettuale controverso, un uomo che non mancò di partecipare, spesso con posizioni stupefacenti, in quel secolo breve che fu il Novecento.

22 luglio 2010
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