Varese

Ubuntu, un Village in cui non si parla lumbard

Il creativo Thierry Djeng, una delle "menti" di Ubuntu

Uno dei cuori pulsanti del capoluogo, laboratorio di cultura a 360 gradi, luogo di incroci e di contaminazioni, l’associazione culturale “Ubuntu” è presente a Varese da parecchi anni, e da quando c’è propone iniziative e momenti di incontro che costituiscono ponti tra genti diverse e culture differenti. “Ubuntu”? Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo, diciamo la verità. In questa estate è riuscito addirittura a costruire l’Ubuntu Village, che apre le sue porte venerdì 23 luglio, alle ore 20, presso il Teranga Club (a Varese in via Milazzo 8) per una festa-cena, alla quale partecipare come andando a un luogo speciale ciascuno seguendo e segnando le proprie tracce. Musiche, immagini, parole, scambi in leggerezza per aprire, offrire, chiedere.

Come spiega il creativo Thierry Djeng, “l’idea in questa occasione estiva è quella di allargare il nostro progetto ad altri amici, ed essendo l’aggregazione il fulcro del progetto stesso, ognuno è invitato a portare amici e qualcosa da condividere: cibo o …vino ma anche musica, idee, opere proprie da esporre, in un’improvvisazione spontanea e liberatrice”.

21 luglio 2010
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