Varese

Agenzia Formativa, sindacati sul piede di guerra

Villa Recalcati, sede della Provincia di Varese

Dura presa di posizione sull’Agenzia Formativa della Provincia di Varese da parte dei sindacati. In particolare, le segreterie territoriali Nidil e Fpcgil, Felsa Cisl Fp e Uil Fpl di Varese hanno alzato il tiro circa la presenza di precari, soprattutto docenti, tra i collaboratori dell’organismo formativo legato a Villa Recalcati. Una lunga vicenda, pesante, fatta di richieste senza risposte, una convocazione della stessa Agenzia in Prefettura per un tavolo conciliativo, un accordo tra le parti ad incontrarsi entro il 9 luglio.

Dettagliata la ricostruzione della vicenda da parte dei sindacati: “Finalmente venerdì 9 luglio alle ore 16.30 ha avuto luogo un incontro delle delegazioni sindacali con il direttore dell’Agenzia Sonia Prevedello ed una delegazione del Consiglio di amministrazione guidata dal presidente Raimondi. L’incontro ha registrato purtroppo un esito deludente a fronte della totale chiusura dell’Agenzia a fornire risposte alle questioni aperte per il prossimo anno formativo”.

Una situazione pesante, dato che l’Agenzia Formativa della Provincia di Varese ha più di 50 classi e solo 35 professori di ruolo (meno di uno per classe). Una situazione che porta l’organismo provinciale a servirsi di collaboratori nelle più svariate materie con i quali sono stati e vengono ancora stipulati vari contratti. Denunciano i sindacati: “Su circa 160 contratti nel 2009, 1/3 erano a partita iva e 2/3 co.co.pro., contenenti condizioni particolarmente vessatorie, quali il pagamento trimestrale, o l’obbligo di preavviso per l’interruzione del contratto solo a carico del lavoratore e non anche dell’Agenzia”.

Non solo. Per le sigle sindacali varesine, “i docenti collaboratori sono stati selezionati nel 2009 sulla base di graduatorie, per titoli ed esperienza, la cui procedura però si è svolta in modo assolutamente non trasparente, tanto che i punteggi non sono mai stati resi pubblici dall’Agenzia, nonostante le ripetute richieste da parte delle organizzazioni sindacali. E’ evidente che in assenza di trasparenza non si può esercitare alcun tipo di controllo, ed il fatto che ci si rifiuti di renderle pubbliche aumenta le preoccupazioni”. I sindacati ricordano che “nel corso del recente incontro che si è svolto fra Agenzia e eindacato, l’Azienda ha sostenuto che non esistono graduatorie, ma solo elenchi di nominativi dai quali si attinge previa valutazione di carattere discrezionale: ciò contraddice quanto deliberato con proprio atto dall’Agenzia lo scorso luglio 2009, nel cui bando si prevedeva esplicitamente l’attribuzione dei punteggi e la formazione delle graduatorie da seguire per incaricare i collaboratori”.

Tutto questo, continuano ancora i sindacati, porta ad una dequalificazione dei servizi per i cittadini. “E’ evidente che la frammentazione degli incarichi e il turn over degli insegnanti abbatte la qualità di un servizio pubblico di base. Il modello di gestione adottato dall’Agenzia appare, sotto tutti questi profili, del tutto inadeguato”.

Infine è duro l’atto dì’accusa verso il vertice dell’Agenzia formativa: “Dispiace che un direttore, peraltro con una retribuzione lorda di 95.000 € annui, abbia così poca sensibilità per il lavoro di decine di persone che da anni collaborano con l’Agenzia e soprattutto per la qualità di un primario servizio pubblico”.

19 luglio 2010
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