Varese

Sette poeti leggono al reading di Greenpeace

Giò Ardemagni, attore e regista, ha condotto il reading

Ha scelto la strada più impervia e meno scontata, il piccolo e agguerrito gruppo varesino di Greenpeace, per rendersi visibile: la strada dell’approfondimento culturale. Composto da una ventina di militanti spesso giovanissimi, il gruppo ha pensato di affiancare la mostra fotografica in corso alle Sale Nicolini sull’Amazzonia minacciata e violentata, con un reading di versi letti da poeti. Versi propri o di altri autori, che gravitavano attorno al tema dell’ambiente (per usare un lessico più contemporaneo) o della natura (se, invece, parliamo da Moderni). A fare da filo conduttore della manifestazione, il brillante Giò Ardemagni, che ha proposto canzoni di Pierangelo Bertoli (“Eppure il vento”) e di Franco Battiato (la bellissima “La cura”). Suggestiva anche la riproposta dei Tazenda.

Ad introdurre la lettura poetica ci ha pensato Franco Borrello che, insieme alla giovanissima Marica Assetti, cordina Greenpeace varesina. Poche parole per introdurre un reading di poesie che, in larga parte, è stato proposto da poeti coinvolti nel “Reci-Talk” di Rita Clivio. C’è chi ha scelto, come Luca Chiarei, Sara Pennacchio, Maria Elena Danelli, Riccardo Tranquillini, la via della riflessione personale in versi, magari originata da un sentimento di meraviglia verso la natura o da esperienze di contatto diretto con la natura. C’è invece chi ha scelto di interrogare la poesia di altri autori, spesso poeti di altissimo livello.

Abbiamo così potuto ascoltare, alla manifestazione organizzata da  Greenpeace, la lettura di autori di maggiore popolarità, come Jacques Prevert (letto da Silvia Mentasti) o Jack Kerouac (la Pennacchio ha rispolverato i vecchi Haiku dello scrittore americano). La stessa Rita Clivio ha letto una tra le poetesse più interessanti, la romagnola Mariangela Gualtieri, tra l’altro fondatrice del Teatro Valdoca. L’efficace Luca Chiarei ha proposto un’altra gemma: ha letto versi di un eretico della Beat Generation, l’americano Gary Snyder. Raffinatissima, infine, la scelta di Viviana Faschi, poetessa profonda benché assai giovane, che ha letto gli stellari versi di un grande autore greco contemporaneo, il Nobel Odisseas Elitis, scegliendo un componimento dedicato a Novalis, oltre che versi della donna di Elitis, Iulita Iliopulu. Il tutto tratto dalla celebre Antologia curata dall’inarrivabile Pontani (che, a differenza di quanto molti pensano, non ha dato il meglio di sè, come traduttore e curatore, nei Lirici greci antichi). Una scelta che va elogiata, in attesa di vedere il nuovo Meridiano che ripubblicherà l’antologia proposta, in lettura, dalla giovane Faschi.

Brani poetici, note, riflessioni. Una scelta interessante, che segnala come la cultura ambientalista si stia liberando di luoghi comuni e stereotipi, e scelga di affrontare l’ambiente partendo dall’ecologia umana. Una dimensione guardata, però, con l’occhio intenso della poesia.

18 luglio 2010
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2 commenti a “Sette poeti leggono al reading di Greenpeace

  1. Giovanni Ardemagni il 19 luglio 2010, ore 16:04

    Magari non un caloroso abbraccio, vista la temperatura, ma un fresco e sentito ringraziamento ad Andrea per questo bellissimo articolo, da parte mia e di Green Peace.

  2. adriano lapedota il 19 luglio 2010, ore 19:29

    avrei tanto voluto esserci per ascoltare testi e brani, musica e parole. immagino sia stato un bel momento.
    complimenti agli organizzatori

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