Varese

Tenda Rossa alla Sala Veratti: pericoloso precedente?

La tenda allestita fuori dalla Sala Veratti

Continuano le polemiche sulla Tenda Rossa, cioè la controversa collocazione di una sorta di baldacchino all’entrata della cinquecentesca Sala Veratti, sede dei Musei Civici di Varese, un intervento sostenuto dall’associazione culturale Varesevive.

Questa volta a scendere in campo è Raffaella Greco, esponente dell’Unione italiana, la componente politica uscita dal Pdl. “Non ne faccio tanto una questione estetica, dato che ogni giudizio su questo piano è relativo”. A non andare proprio giù alla Greco è il fatto che la delibera di giunta approvata non corrisponde affatto a ciò che è stato realizzato nella realtà. “In quella delibera si parlava di un miglioramento di carattere temporaneo (si parlava di “di miglioramento dell’area esterna, attraverso strutture mobili”) – continua la Greco -. Al contrario, l’intervento realizzato non è temporaneo: basti pensare all’allargamento del marciapiede, che certamente non può essere modificato”.

Non solo. L’esponente dell’Unione italiana avanza sottovoce anche un’altra questione. “I lavori realizzati alla Sala Veratti potrebbero costituire anche un pesante precedente: dato che le spese sono state a carico di Varesevive, cioè di un privato, potrebbe accadere che “miglioramenti dell’area esterna” possano essere voluti e realizzati, a carico loro, dai negozianti della via Veratti”. Naturalmente con la medesima procedura accelerata con cui è stata realizzata la tenda davanti allo spazio dei Musei i Civici.

16 luglio 2010
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