E’ lo swapping la mania più trendy a Varese

L'esotica Iara Heidempergher

Arrivano alla spicciolata, soprattutto donne, perloppiù giovani. Da lontano guardano i tavoli che si stanno colmando di oggetti, accessori, abiti, scarpe, libri, dvd e quant’altro. Ordinano un aperitivo, fanno due chiacchiere, poi si avvicinano, valutano la qualità, calcolano la convenienza, soppesano i preziosi gettoni. Mancano pochi minuti alle 22, siamo al Tondino, il locale presso l’Ippodromo dove sta per partire la terza puntata dello swapping made in Varese. Tre, due, uno, si parte. Ma prima di scegliere e scambiare il brillante Max Frattini ribadisce le regole dello Swap Party. E poi via, a spendere gettoni e mettere le mani sulle cose più belle.

Come spiegano le organizzatrici, la mediterranea Valentina Zolla e l’esotica Hiara Heidempergher, le due inventrici dello swapping che hanno depositato il marchio, ci sono gettoni di tre colori, assegnati a seconda di ciò che si porta: il verde è abbinato agli oggetti più “cheap”, il bianco sta in mezzo, il rosso dice che siamo di fronte alle cose più preziose. Ogni tavolo propone oggetti da scambiare di un solo colore.

Lo swapping prende quota. La ricerca è veloce e avviene sotto gli occhi divertiti delle organizzatrici. Questa volta affiancate da Laura Balint, una giovane poetessa, pittrice e fotografa varesina, che scatta immagini per il sito legato all’iniziativa. Gli oggetti e i capi di vestiario vengono scambiati soprattutto nel primo quarto d’ora, e tutto avviene dentro una cornice di grande divertimento. Le organizzatrici seguono lo svolgersi dell’iniziativa e già pensano al futuro, alle prossime occasioni per scambiarsi cose. Magari anche con una piccola incursione anche alla Fiera di Varese della Schiranna.

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15 luglio 2010
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