Milano

Quando Varese vola alto e fa una bella mostra

L'intervento del sindaco Fontana. Accanto, Giovanni AgostiE’ stato sufficiente un afosissimo pomeriggio milanese trascorso a Palazzo Bagatti Valsecchi, anzi solo quel paio d’ore di durata della conferenza stampa, per intravedere quello che potrebbe essere, forse, chissà, un giorno lontano, Varese sul piano culturale. Un sogno? Un miraggio? Certamente autorizza una punta di ottimismo la mostra dal titolo “Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini”, lanciata ieri a Milano presso la stupenda casa museo nel cuore del triangolo della moda, e che vedrà una sezione presso la Sala Veratti, oltre alla parte centrale allestita presso alla Pinacoteca Züst di Rancate (Canton Ticino). Una punta d’orgoglio nel vedere il sindaco di Varese-assessore alla Cultura, Attilio Fontana, presentare l’evento di grande prestigio e indiscutibile spessore culturale accanto a Giovanni Agosti (nella foto), uno degli esperti più apprezzabili per la sua capacità di contaminare arte e il resto del mondo, come si direbbe nello sport. Oltre ad Agosti, curano la mostra Jacopo Stoppa e Marco Tanzi.

La mostra sul Rinascimento ticinese, dal 10 ottobre al 9 gennaio, proporrà a Rancate le opere di artisti attivi sul territorio ticinese tra XVII e XIX secolo, e che trovano in Bramantino e Bernardino Luini le due punte di diamante. Per quanto invece riguarda Varese, dal 16 ottobre al 10 gennaio, alla Sala Veratti, saranno esposte opere di un pittore varesino rinascimentale di grande pregio, Francesco de’ Tatti. Tanto varesino da scrivere su una tela il nome dei suoi benefattori, la famiglia Orrigoni.

Non ci soffermiamo oltre su opere ed autori presenti in mostra, presentati, con erudizione pari ad ironia, da un coltissimo Agosti, in una carrellata da fare venire le vertigini. Ma sottolineiamo come questa volta non abbiamo registrato nulla di provinciale o localistico nella presenza di Varese. Anzi, come ha detto il sindaco Fontana, la mostra riguarda “un territorio insubrico diviso da confini che è sempre più facile attraversare, e che vede territorio accomunati da molti elementi comuni”. Una Varese che guarda oltre confine, che vola alto (come definire altrimenti la curatela di Agosti?), che finalmente propone una mostra capace di proporre capolavori veri. Sia pure in una Sala Veratti che ha subito un dubbio restyling.

Tutto questo, ci auguriamo, non sia un’occasione episodica, ma solo l’inizio di una politica culturale coerente e di qualità. Capace di camminare, passo passo, in una direzione, senza disperdersi in mille rivoli di discutibile interesse, soprattutto senza disperdere risorse qui e là. E che sia stato proprio il primo cittadino a dire, con la sua stessa presenza, che Varese ci sta a collaborare ad eventi prestigiosi, fa essere, lo ripetiamo, moderatamente ottimisti.

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14 luglio 2010 - Andrea Giacometti - direttore@varesereport.it
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