Varese

Musei Civici di Varese tra passato, presente e futuro

La mostra sui Civici Musei alla Sala Veratti

Non c’è dubbio che i Civici Musei di Varese costituiscano un punto d’osservazione importante per giudicare lo stato della cultura nel capoluogo. Una realtà che, sabato scorso, ha mostrato la capacità e di riflettere su se stessa, la propria storia, il patrimonio di opere che custodisce. Una riflessione su ciò che è stato appare il punto di partenza della mostra apertasi alla Sala Veratti, e curata dal conservatore Daniele Cassinelli e da Cristina Pesaro, dal titolo “La collezione di opere d’arte del Comune di Varese: alcune riscoperte (1920-1940)”, nell’ambito dei 90 anni del Circolo degli Artisti.

Un’operazione interessante, questa riflessione sul proprio passato, ma purtroppo non corre, ad essa parallela, un’analoga riflessione sul futuro.  Manca spesso a questa struttura che appare molto rigida e burocratica quell’”appeal” che ha portato Gallarate a volare alto, dando vita al Maga. Come ribadisce il Comune di Varese in un suo comunicato, i Musei Civici sono stati inseriti nell’elenco delle strutture accreditate dalla Regione nel 2004 e finora hanno mantenuto quei criteri che hanno portato loro il riconoscimento del Pirellone (a fine anno arriverà l’elenco completo delle strutture accreditate, tra cui 187 musei, e saranno possibili new entry come anche espulsioni).

Tuttavia,il riconoscimento attualmente tenuto da Musei Civici di Varese non dice  molto. Sia perché, come ribadiscono i competenti uffici regionali, i criteri stabiliti per l’accreditamento sono “basilari” (come, ad esempio, essere aperti e non chiusi, ottemperare ai criteri di sicurezza ecc.), sia perché non riguardano la capacità progettuale e la volontà di guardare avanti. La volontà, insomma, di gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Dice bene il sindaco-assessore alla Cultura di Varese, Attilio Fontana, che le tante realtà esistenti sul territorio “possano iniziare un percorso di collaborazione e di interazione per incrementare sia il patrimonio culturale della nostra terra sia la platea dei visitatori, arrivando a dimostrare anche ai più disinformati che il Varesotto è terra di cultura, attenta alla propria storia ed alle proprie tradizioni, oltreché capace di valorizzarle”. Giusto, sottoscriviamo. Tuttavia notiamo anche che non sempre è facile che le stesse istituzioni riescano a fare sinergie (tra Provincia e Comune, tra assessorato e assessorato), figuriamoci se è facile nei confronti dei privati.

Ma non ci deprimiamo. Domani il sindaco Fontana sarà a Milano, presso il Museo Poldi Pezzoli,  per lanciare una mostra eccellente, che sarà realizzata con un piede in Canton Ticino e uno a Varese. Un primo passo su una strada interessante al quale, ci auguriamo, possano seguirne altri coerenti.

12 luglio 2010
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