Gazzada

Con “Giorni Dispari”, vino in versi da Dioniso ad oggi

Le danzatrici di "In alto i calici"

Da Omero all’antica Roma, dal Rinascimento alla Scapigliatura e, infine, al Novecento italiano, il vino ha cosparso dei suoi sapori ed umori i versi dei poeti di casa nostra. Una ricca e lunga tradizione che lo spettacolo “In alto i calici”, messo in scena per la prima volta ieri dalla compagnia “Giorni Dispari Teatro”, ha il merito di rispolverare, dopo il successo del memorabile “La Puttanesca” (che sarà replicato presto).

Un testo assai sfaccettato, quello ideato e  scritto da Michele Todisco, in grado di creare un efficace mosaico di versi, riflessioni critiche e storiche, danze, brani musicali in stile New Age, canzoni popolari, dialetti. Una tela complessa di cui tira i fili, con disinvoltura, una sorta di maestro di scena interpretato da Serena Nardi, fondatrice della compagnia, regista e interprete principale.

Un percorso che si è dipanato nel cortile di una dimora a Gazzada, che è sede della dinamica e giovane associazione “La Casa di Nando”, una bella realtà intitolata al professor Fernando Bonuccelli, presieduta dal giornalista Franco Tettamanti, prestigiosa firma del “Corriere della Sera”. Un percorso non solo affidato alla mente, ma che si rivolge anche agli altri sensi, ai quali sono offerte generose coppe di nettare degli dei: in particolare sono stati serviti ai tavoli bicchieri di Prosecco, Nebbiolo, Cannonau e Montepulciano. Affiancati, per evitare sbornie, da ottimi salatini e pizze.

Dalle origini ad oggi, la poesia è stato il linguaggio privilegiato nello spettacolo, che ha preso le mosse dall’inquieto mondo antico e dal culto dionisiaco, un’origine che, con i secoli, è andata a secolarizzarsi e ad illanguidirsi. A proporre i versi, oltre alla Nardi e a Todisco, Anna Maria Cannavale. Ma gli intermezzi più gradevoli sono stati affidati alle movenze di tre danzatrici, la coreografa Clarissa Pari, Sandra Lorenzini e la poetessa Jane Bowie. Chitarra stornellante e popolare, quella del simpatico Nino Soprano.

Spettacolo divertente e intelligente, entrato a fare parte del progetto dell’associazione di Gazzada Schianno. “La nostra è una realtà di volontariato culturale aperta ai contributi di tutti – spiega il presidente Tettamanti -. Si tratta di occasioni di arricchimento del territorio”. “La nostra iniziativa – gli fa eco il vicepresidente dell’associazione, Danilo Franzin – si rivolgerà soprattutto al mondo della scuola e la nostra ambizione è di portare la gente fuori e convincerla che si può trascorrere amabilmente il tempo anche lontano dalla tv”.

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12 luglio 2010
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