Velate

Magica notte estiva alle Case gotiche di Velate

Il sopranista Mertel a Velate

Un nucleo originario che risale al Quattrocento, o forse anche precedente, a sentire l’esperto e appassionato Guglielmo Piatti. Dimore private incantevoli, che sono conosciute a Velate come “Case gotiche” per alcuni loro particolari architettonici: ampi archi, mura possenti, qualche frammento di affresco, in alto, poco sotto il tetto. Case private, abitate da velatesi, che ieri notte hanno aperto generosamemte i cancelli e il loro parco per accogliere un vasto pubblico richiamato dall’iniziativa di musica, danza e poesia “Tra cielo e lago”, promossa dal benemerito Centro culturale di Velate. Una realtà molto attiva che, a livello locale, si impegna per valorizzare il territorio e promuovere la partecipazione. Un bell’esempio di come, oggi, la cultura (quella con la “C” maiuscola) sia promossa da privati lungimiranti e spesso con progetti di ottimo livello. Lontane dalle astruse alchimie di assessori ed esperti di marketing.

Ieri sera un gradevole profumo di rosmarino si mescolava alla leggera brezza che saliva dal basso verso le “Case gotiche”, verso il riservato pratino appena oltre le mura del giardino. Poche parole introduttive della responsabile del centro culturale, Paola Piatti, che è anche una delle anime del Fai varesino, per spiegare il senso della serata e presentare i protagonisti. E poi via con i contributi creativi di musicisti, attori, cantanti, danzatori che, in un crescendo continuo, hanno popolato un piccolo angolo di bellezza. Un angolo in cui sono passate atmosfere lontane, tra Medioevo e Rinascimento, Occidente e Oriente. La colonna sonora che ha affiancato i protagonisti è stata proposta dal sensibile pianista e compositore Kingsley Elliot Kaye, ma al centro della musica, cuore pulsante della serata, si è collocato da subito il sopranista Björn Mertel, con le sue note modulate, sacre e profane, scorci inattesi aperti sulle algide liturgie gregoriane e sui sensuali lieder germanici.

E poi parole poetiche, sentimenti in versi, presagi in strofe, trasalimenti e profondità laceranti. Parole di autori diversi hanno risuonato nella notte di Velate,  da Petrarca a Vittorio Sereni, e poi Silvio Raffo e Dino Azzalin, che al termine ha letto una sua poesia. Ma a svettare su tutti, inevitabilmente, prevedibilmente, i versi del poeta Mauro Maconi, di cui è stato letto il poema “Il commesso”. Come sempre, versi inarrivabili e intimi ad ognuno di noi: vera poesia, insomma, senza marchi di casta e di scuole.

La serata si è chiusa con alcune coreografie curate dalla talentuosissima Silvana Bazzi, che ha proposto cinque danze di ragazze e di donne, che hanno ridato vita ad antiche melodie di corte, che hanno risvegliato gioiosi ritmi popolani. Un movimento musicale quasi sfrenato, a tratti davvero sensuale, a fare da controcanto ai profondi silenzi che vivono tra parola e parola dei poeti. Fino alla scelta finale, di una lenta processione delle danzatrici, con un piccolo fuoco tremante custodito tra le mani. Per uscire dal campo visivo e lasciare l’ultimo applauso al “Nocturne” di Elliot. Intenso e melodioso, un grazie sincero per la dolce serata estiva trascorsa insieme.

FOTOGALLERY

10 luglio 2010 - Andrea Giacometti - direttore@varesereport.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Un commento a “Magica notte estiva alle Case gotiche di Velate

  1. Gabriella Fantuz il 12 luglio 2010, ore 15:51

    Complimenti per la magica atmosfera vissuta, per il bravo pianista, per il sopranista, per la poesia di Dino Azzolin…mancava Silvio Raffo per raccontare le sue poesie come sa far lui!
    Unica nota “stonata” la presentatrice ha fatto notare tutte le difficoltà che gli attori/musicisti avevano dovuto affrontare …. quando tutto riesce bene, perchè voler essere a tutti i costi negativi? Parliamo almeno quando è possibile di quanto c’è di bello!!!!!
    Alla prossima e complimenti ancora a tutti
    Gabriella

Rispondi