Varese

La Tenda Rossa della Veratti. Sconcertante

La tenda davanti alla Sala Veratti

In questo afoso giorno di luglio, si inaugura una mostra dedicata alle opere dei Civici Musei di Varese che è stata allestita presso la Sala Veratti. Uno sforzo di ricognizione critica di un patrimonio di opere e di autori scarsamente valorizzato dal Comune di Varese. Un appuntamento, dunque, interessante, a cura del conservatore Daniele Cassinelli e di Cristina Pesaro.

Peccato, però, che questo evento coincida con un altro evento che, temiamo, possa oscurare la mostra. In questi ultimi giorni ha fatto la sua comparsa una tettoia-tenda rossa, proprio all’ingresso della palazzina che ospita lo spazio espositivo. Abbiamo già lanciato un allarme su un intervento così invasivo e così incongruente con il contesto della strada varesina, un intervento promosso dall’associazione Varesevive in accordo con palazzo Estense. Una tenda rossa che, secondo quanto qualcuno sostiene, attirerà l’attenzione: forse, ma attirerà l’attenzione in senso negativo.

Ora che l’intervento è stato completato, ci chiediamo, ancora una volta, se qualcuno, a Varese, alzerà la voce contro questa scelta innanzitutto di cattivo gusto. Dove sono le associazioni culturali e a tutela dell’ambiente? Condividono una scelta tanto invasiva? Non hanno proprio nulla da dire? No, non ci rassegniamo a registrare in silenzio, a Varese, interventi come questo, che imbruttiscono la città. Una sala come la Veratti, cinquecentesca e mirabile per i suoi straordinari affreschi, meritava decisamente qualcosa di meglio. Ora attendiamo: la parola passa ad associazioni come Italia Nostra, il Fai, Legambiente e tutte quelle che hanno a cuore il destino del capoluogo.

10 luglio 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

5 commenti a “La Tenda Rossa della Veratti. Sconcertante

  1. mkopla il 10 luglio 2010, ore 10:25

    Beeellooo!! sembra un hotel Ibis a2 stelle! .:-/
    ma qualcosa che rispettase più l’epoca no?
    Una tettoia in ferro battuto e vetro..ad esempio?
    Non che mancasseo esempi…
    ah già! ma non ce ne sono in più,in “città”… Mostra tutto
    (guardare in europa?..parigi..o altrove?)
    Prossimo passo anticrisi..Un bel Gazebone Leroy Merlin.;-))?
    stile raccolta firme-Lega
    Risparmiare sempre.(ma MAI per lo sport!!)
    Il bello è un’opinione.
    anche di fronte a una sala espositiva

  2. ombretta diaferia il 10 luglio 2010, ore 16:01

    Gentile Direttore,

    mi permetto, a nome esclusivamente personale e prima di andare a verificare sul luogo ciò che è “accaduto, di esprimere il mio pensiero (non richiesto e necessario, ma rispondente ai miei diritti di cittadina di quest’ultima provincia del profondo nord).

    Aprendo il suo giornale stamane, dopo l’oscuramento di ieri (l’unico tra l’altro per lo scipero in atto), ho avuto un sobbalzo, ma per fortuna Internet si fruisce da seduti.

    Conduco un’attività di vendita itinerante di libri ed uno degli aspetti che più mi infastidisce è quello di dover trovare soluzioni “ambientalmente poco impattanti” per proteggere i sensibilissimi volumi dal sole e dalla pioggia. Mi sono dotata anche di gazebo, ma non riesco proprio ad utilizzarlo, per il semplice fatto che è antiestetico.

    Ho seguito i suoi servizi che preannunciavano la “tettoia per la sala del cinquecento” e mi ero prefigurata una rivoluzionaria soluzione che ci avrebbe lasciati con la bocca aperta e le pive nel sacco.
    Quindi, non mi aspettavo proprio fosse un tendone stile hotel in Fifth Avenue o ingresso circense o al red carpet della croisette, volti solitamente ed esclusivamente a proteggere da sole e pioggia la clientela.

    Rimango in rigorosa riflessione su ciò che questo “segnale” lanci, e non solo dal punto di vista estetico.
    Quanto il patrimonio dell’umanità riesce ad essere tutelato dai cittadini attraverso i rappresentanti eletti con democratiche consultazioni?
    Cosa può fare la società civile per intervenire in siffatti dibattiti?

    Per sensibilità personale mi occupo da qualche anno di elettrosmog (quell’inquinamento determinato dalle onde elettromagnetiche prodotte dagli impianti base radiotelevisivi e telefonichi) ed uno degli aspetti più scandalosi riguarda proprio il senso estetico di tali “costruzioni”: lo skyline che da Casbeno viene lacerato da un bel palo di quaranta metri, quanto l’orizzonte di chi alza il viso in centro città sono davanti agli occhi di tutti. Quei tutti che li giustificano in nome del progresso (quale però non sono in grado di definirlo, vista la ormai conclamata responsabilità delle leucemie infantili, cioé il futuro di una civiltà, spezzato in nome delle comunicazioni “veloci”).

    In questo caso, di progresso non si può parlare.
    Ma di attestazione del livello culturale ed estetico di una cittadinanza sì.
    Chi è il responsabile di questo scempio?
    Quale obiettivo ci si prefiggeva occultando un patrimonio dell’umanità come la sala del cinquecento destinata ad accogliere opere d’arte?
    Forse i responsabili di quest’oculata scelta hanno effettuato sopralluoghi nella vicina Svizzera, riportandone in patria solo i tendoni d’ingresso al Casinò?
    O forse si vuole convertire l’uso della Sala Veratti?
    Non so in questo momento come si possa ovviare a quest’abbruttimento della civiltà prima che della città, ma sicuramente cercherò di capire chi ne è il responsabile diretto.
    VareseVive ne è il promotore e sponsor?
    Trovo sul sito dedicato all’Associazione (www.varesevive.it) che nasce nel marzo 2003 per iniziativa di un gruppo di varesini desiderosi di rilanciare la città mediante iniziative di rilievo.
    Sicuramente questa è un’iniziativa di rilievo, vista l’invasività della “opera” in oggetto.
    Prosegue sulla sua costituzione “sotto forma di libera associazione senza fini di lucro, con lo scopo di stabilire e sviluppare un collegamento permanente delle diverse realtà vive nella città con il territorio stesso promuovendo e sostenendo iniziative atte ad animare e sviluppare l’attività culturale cittadina.”
    Sul sito di attività non ne risultano molte, se non quelle del 2004, l’Art PArty di Morandini e l’omaggio a Frattini.
    Ma continua “In omaggio al principio della più ampia partecipazione dei soci, la promozione, l’organizzazione e la realizzazione delle iniziative è effettuata mediante gruppi di lavoro, “specializzati” in diversi settori, e responsabili delle varie iniziative.”

    Quindi, questa scelta stilisticamente aderente all’origine dell’edificio nonché denotante un gusto sopraffino è anche frutto di molti cervelli in tempesta.
    E questa soluzione ha aggradato, immagino, anche l’Assessore alla Cultura , quello alla Promozione e Marketing del territorio, nonché quello all’Urbanistica, al Patrimonio e all’Ambiente. Ma forse anche le Belle Arti sono state interpellate per autorizzare la “copertura” dell’edificio.

    No, gentile direttore, non possiamo protestare per questo scempio, vista la larga approvazione che chi ci amministra e rappresenta ha dato a tale “opera”.

    Possiamo solo constatare che la civiltà varesina è scarsa di senso estetico e di tutela paesaggistica ed ambientale, nonché della salute delle creature.
    Noi che viviamo ancora nelle caverne con i saggi non possiamo comprendere quale salto verso il futuro garantisca tale intervento: Varese è stata promossa ad accedere direttamente nel mondo circense (prorpio quando la sua squadra di calcio ve in B). Stendiamo questi red carpet e attendiamo una tempesta di vento a cui da un paio d’anni siamo abituati: non verranno più abbattuti solo i secolari, quindi, pericolosissimi, alberi della nostra vita…

    Non si offendano, però, i nostri amministratori, quando fuori da queste “mura” si parla di Varese solo per il numero di SUV e di scempi o quando si sorride davanti a campagne come “Aiutaci ad aiutarli” (donazione richiesta ai cittadini del 5 per mille della loro dichiarazione dei redditi a vantaggio del Comune) e volta a trovare fondi per illuminazione stradale e buche nell’asfalto.

    Ci siamo abituati ai buchi nell’asfalto mondiale dopo tre giorni (dico tre) dalla stesa, ci abitueremo anche alle brutture che si continuano a perpetrare.
    Sorridendo quando qualche giovine s’inventerà soluzioni “alternative” per risolvere il problema.
    O forse è proprio questo il punto: a otto mesi dalla nuova consultazione elettorale, qualcuno vuol farci perdere le staffe!

    con sempre maggiore stima di quest’organo di informazione e mutata opinione sul senso estetico dell’ultima provincia del profondo nord, attendo di vedere le bandiere al vento…

  3. mauro il 10 luglio 2010, ore 19:38

    non condivido la chiusa: la parola passa al comune e a chi ha fatto sta fesseria, inoltre ci dovrebbe essere chi vigila, perchè non interessare la soprintendenza? da un pò di tempo quando qualcosa non va sento dire : “dov’è la legambiente?, dov’e Italia nostra?” come fosse colpa loro… a me sembra una delle tante manifestazioni del qualunquismo dilagante

  4. franco giannantoni il 10 luglio 2010, ore 22:38

    Caro Direttore, la bella città degli antichi i giardini e del turismo residenziale è massacrata ogni giorno dalla pacchineria che risponde in fondo alla cultura di questi tristissimi tempi. A Santa Caterina del Sasso un orrendo ascensore che rovina l’equilibrio del luogo e frantuma il mistero del posto. Ricordo il rifiuto a voce alta quando se ne accennò trent’anni fa di Aristide Marchetti e di Aldo Lozito per primi. Si scandalizzarono e con essi la Soprintendenza. Oggi la tendina rossa da hotel della estrema periferia milanese davanti alla Sala Veratti!. Tutti applaudono. E’ questo che lascia senza fiato. La discesa pare inarrestabile. Evviva la tua voce di denuncia civile ed equilibrata. Cordialità, Franco Giannantoni

  5. Chiara Palumbo il 11 luglio 2010, ore 11:26

    La struttura ricorda quella di una fermata del pullman, il tendone rosse da lontano fa pensare a una trattoria di basso livello…
    L’eleganza, il buon gusto e il senso estetico sono valori che a Varese si sono estinti…

Rispondi