Varese

Una Maddalena suggestiva. Ma con qualche intoppo

Un momento dello spettacolo al Sacro Monte

Tra gli spettacoli del cartellone “Tra Sacro e Sacro Monte” promossi dalla Fondazione Paolo VI, quello di ieri sera, lo spettacolo “Maddalena”, presentato in anteprima nazionale, si è distinto per una buona dose di sperimentazione e di novità, almeno per il nostro territorio. Una forse troppo breve rappresentazione di circa 40 minuti, dedicata alla figura da sempre tanto discussa di Maria Maddalena, ha visto protagonisti la varesina Marta Ciappina, in qualità di ideatrice e ballerina di danza moderna, e l’elegante Ferdinando Baroffio che ha eseguito al pianoforte brani di J. S. Bach.

La splendida terrazza del Mosè, che già in qualità di scenografia naturale e architettonica appaga l’occhio e invita alla contemplazione della bellezza che conduce a Dio, ha giocato un ruolo fondamentale, “tamponando” alcune lacune, problemi tecnici e cadute di stile. Poco esauriente e talvolta claudicante la presentazione a cura del regista Andrea Chiodi, direttore artistico della stagione sacra che ha però saputo sapientemente sfruttare il fascio di luce dei fari per illuminare posture e movimenti della ballerina, primo su tutti quel lungo incipit in cui la Ciappina distesa prona incrocia i piedi a simulare quelli di Cristo in croce. Suggestivo e alquanto evocativo quell’ansimare doloroso in sottofondo con un’intensa e straziata voce femminile che invocava il nome di Gesù.

A metà circa della rappresentazione questa intera registrazione, che conteneva anche momenti recitati si è bruscamente interrotta; onore al merito ai due artisti per aver proseguito lo spettacolo, anche se sono risultati poco convincenti i passi in cui la “Maddalena” si libera dalle proprie colpe abbandonando quindi l’efficace contorsione a terra a cui la Ciappina si era dedicata nella prima parte dello spettacolo. Al termine della perfomance il problema tecnico non è stato nemmeno menzionato e non sono state quindi avanzate scuse al pubblico presente.

Per contro l’agenzia Morandi, che aveva messo a disposizione gratuitamente il pullman-navetta, ha fatto pubblicità e consegnato ai presenti i programmi dei prossimi viaggi. Purtroppo Varese si conferma Cenerentola, perdendo sempre la scarpetta e interrompendo la favola per tornare alla cruda realtà.

9 luglio 2010 Chiara Palumbo redazione@varesereport.it
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6 commenti a “Una Maddalena suggestiva. Ma con qualche intoppo

  1. Pietro Sartori il 12 luglio 2010, ore 21:48

    Varese fa la figura della cenerentola almeno per quanto concerne questa imbarazzante recensione …

  2. Cesare Renzi il 12 luglio 2010, ore 21:59

    Una performance di altissimo livello, raffinata, profonda, sofisticata, curata nei dettagli, struggente. Ma che cosa ha visto la redattrice dell’articolo ? è rimasta a leggere la pubblicità nel pulmino?

  3. paolo sicari il 12 luglio 2010, ore 23:14

    “ballerina di danza moderna” chi scrive non conosce la differenza tra danza moderna e danza contemporanea, tra ballerina e danzatrice. Con questi presupposti, l’articolo si commenta da sè.

  4. federica giordanetti il 12 luglio 2010, ore 23:27

    spettacolo meraviglioso, una emozione interminabile, la potenza comunicativa e la bellezza della danzatrice hanno rapito me ed i presenti. complimenti al direttore artistico per aver portato a varese un esempio di professionalità e ricerca. uno spettacolo inattaccabile

  5. eva fasolo il 13 luglio 2010, ore 08:14

    Provo totale disaccordo con le parole amare e distruttive di questo articolo. Come mettere in luce un banale disguido tecnico, di fronte ad un lavoro studiato, provato, creato con l’anima e il corpo, nonché impegno artistico notevole.
    Come poter rovinare una tale proposta culturale e artistica?
    A fronte di uno spettacolo creato con un assolo nato dallo studio della figura di Maddalena, per cercare di rendere chiara, ma allo stesso tempo figlia della propria interpretazione..a fronte di un’esecuzione eccezionale del pianista e di un lavoro elaborato degli artisti, compreso e fondamentale il regista.
    Come non apprezzzare tutto questo contornato da una cornice paesaggistica da brivido, in una serata perfetta. Come non sottolineare i 3/4 applausi del pubblico e le persone presenti anche in piedi…
    Mi spiace e non credo che chi ha assistito davvero, la pensi cosi.
    bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto??

  6. Elisa il 29 luglio 2010, ore 17:35

    Leggo la recensione e successivamente i commenti relativi e mi domando se il il testo condiviso sia il medesimo.
    Non ravviso nessuna volontà nè distruttiva nè denigrante, credo che anzi ci sia una perfetta analisi, consapevole e sapientemente scritta, di chi abbia saputo analizzare la “serata artistica” in ogni sua evidenza e perchè no, sfumatura.
    Sono stata una ballerina (o danzatrice per chi possiede una passione viscerale per l’etimologia) di danza classica, modern e jazz e come altri artisti o amanti delle svariate forme teatrali so che quando si mette in scena un atto, una coreografia, una mostra…occorre valutare e considerare ogni tipologia di contrattempo, di inconveniente, di pubblico. Certo perchè ogni tassello deve comporre un mosaico affascinante che lasci allo spettatore una emozione.
    In questo caso evidentemente lo spettacolo ha avuto dei tasselli mancanti che a dispcapito dell’emozione producono ombra nella poesia sapientemente interpretata da Marta Ciappina.
    Credo che tutti abbiano sposato l’idea, l’iniziativa, la location, le note del pianoforte…ma non per questo il corollario degli altri elementi fa da coda alla buona volontà e al talento, altrimenti ci troveremmo tutti in una sala prove e lo spettacolo varrebbe lo stesso.

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