Canton Ticino

Regio Insubrica: duro attacco sulla stampa ticinese

Duro attacco alla Regio Insubrica oggi sul quotidiano “Corriere del Ticino”. In un editoriale a firma Giovanni Galli, ci si interroga sull’utilità dello strumento istituito nel 1995. E si invoca una soluzione “drastica”: “O si cambia e o si chiude”. Così, dopo le recenti, rassicuranti parole del presidente della Provincia di Varese, Dario Galli, da oltre confine si alza il tiro. Ricordando che ci si è dati sei mesi, non un giorno di più, per decidere.

Tra i protagonisti della Regio, si sottolinea sul Corriere, “il Ticino è il più critico ed è pronto a vagliare anche l’ipotesi di abbandonare la Regio”. Si tratta infatti di uno strumento rivelatosi utile su alcune tematiche, come la balneabilità dei laghi e la ferrovia Lugano-Malpensa, ma non su altre, come la promozione turistica dei laghi e l’equiparazione di certi titoli di studio.

Dal quotidiano ticinese viene poi l’accusa più pesante. La Regio ha perduto forza anche perchè “la comunità di lavoro si è trovata al centro di un regolamento di conti interno all’ala varesina della Lega Nord, che l’ha ulteriormente indebolita, dando l’impressione che tutto l’interesse per assumerne la leadership fosse dettato unicamente da una questione di potere e di poltrone”.

Una serie di fattori, insomma, che ha fatto nascere molti dubbi sulla necessità di proseguire l’esperienza insubrica. “Il dramma – conclude il quotidiano – è che se la Regio, nella situazione in cui versa attualmente, dovesse chiudere, pochi all’esterno se ne accorgerebbero e meno ancora la rimpiangerebbero”.

9 luglio 2010
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