Varese

Carla Porta Musa: “il segreto è accettare i propri difetti”

La scrittrice comasca Carla Porta Musa

Ha preso corpo ieri pomeriggio, per poco meno di un’ora, circondato dai ricordi e non privo di una certa ironia, il piccolo mondo antico della scrittrice comasca Carla Porta Musa. Al circolo culturale di Varese, La Piccola Fenice, l’anzianissima signora, spiritosa e lucida, è arrivata accompagnata dalla figlia Lidia e da alcuni amici. Una scrittrice che può vantare numerose opere, tra romanzi, racconti, poesie, ricette di cucina, e che ieri ha partecipato alla presentazione della sua ultima opera, “Le tre zitelle”, portandosi dietro, con una punta di civetteria, tutti i suoi 108 anni.

Presente un pubblico di età elevata, ma non privo di giovani (come Giò Calarco, poeta assai dotato, che era seduto sorridente sul divano), l’incontro è volato via nonostante il caldo, un momento culturale lieve e divertente grazie soprattutto alla nota verve del padrone di casa, il poeta e scrittore Silvio Raffo, che ha ricordato il precedente incontro alla Fenice, avvenuto tre anni fa. Raffo parlava della scrittrice, ma non poteva non inframmezzare i suoi giudizi con frequenti elogi dell’eleganza e dell’ironia dell’anzianissima autrice. La quale ha raccontato di sé, della sua lunga vita, della sua opera, dei tanti personaggi conosciuti direttamente nel corso degli anni.

Una vera galleria d’altri tempi, molto in stile Novecento (uno stile che, come ha ricordato l’amico della scrittrice Gianfranco Scotti, introducendo l’iniziativa varesina, connota anche la sua opera letteraria). D’Annunzio? “Non lo vidi bene, perché non scese dall’auto”. Isadora Duncan? “Odiava i gatti”. Riccardo Bacchelli: “Diceva del critico Bo che aveva il cervello più corto del cognome”. Una maliziosa galleria di cui la scrittrice comasca è stata protagonista assoluta, capace di navigare anche in acque agitate. Ha raccontato che quando attraversò momenti difficili, decise di acquistare la sua tomba nel cimitero di Portofino, una tomba con la sola data di nascita. Non ha dubbi la scrittrice. “La città più bella per me è Lucera, in provincia di Foggia, con la sua stupenda biblioteca”. E quanto all’amicizia, Carla Porta è diretta. “Ho sempre avuto più amici uomini che donne: con le donne è più difficile andare d’accordo, c’è troppa rivalità”.

Per finire, prima dei saluti e della vendita dei libri (la figlia racconta che lei non è molto favorevole alla vendita, quasi gelosa delle copie dei suoi libri), scocca, inevitabile e scontata, la domanda: qual è l’elisir di lunga vita? Quale il segreto per vivere così a lungo? L’ultracentenaria non si scompone e risponde imperterrita: “Accettare i propri difetti”. E qui scatta l’applauso a scena aperta. Meritatissimo.

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8 luglio 2010
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Un commento a “Carla Porta Musa: “il segreto è accettare i propri difetti”

  1. Piero d'Andrea il 16 ottobre 2010, ore 16:24

    Mi sarebbe piaciuto moltissimo essere presente all’incontro con la signora Musa(a parte che vivo a Roma,ma proprio quel giorno ero chiuso in una stanza d’ospedale per un intervento chirurgico cui ho dovuto sottopormi d’urgenza).

    Mi sarei fatto raccontare tante cose di quando anch’io da piccolo vivevo a Como,dove sono nato grazie al marito di Carla,Prof.Porta,

    Mia madre ,Mariolina Serrao,morta da tanti anni,conosceva molto bene la
    signora Carla e la famiglia.
    Due anni fà ho telefonato a Como a casa Musa ed alla persona che mi rispose
    chiesi di parlare con la signora Carla,la voce di chi mi aveva risposto era cristallina ,vibrante,sicura e molto ben intonata.Rimasi quindi esterefatto quando mi sentii dire”Ma sono io Carla Musa e lei chi è?”.Sinceramente da una persona ultracentenaria mi aspettavo una voce un poco diversa.Poi la vitalità della voce
    venne abbinata a quella della memoria quando mi disse di ricordarsi benissimo
    di me,di mia madre.
    Devo dire che mi sono rimaste tante altre cose da chiederle e mi auguro di poterlo fare venendo a Como e chiedendo di poterla andare a trovare.
    ultracentenaria.
    rimasi esterefatto nel sentire a

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