Varese

Premio Chiara, un mistero “pulp” nel concorso inediti

Un fotogramma di Pulp Fiction

Quest’anno, evidentemente, per il Premio Chiara, è l’anno delle sorprese. A partire da quella, più eclatante, della gara principale, dove per la prima volta corrono quattro scrittori (e non i consueti tre), fino al concorso relativo alla raccolta di racconti inediti, la vera novità dell’edizione di quest’anno. Un concorso nuovo che ha suscitato un ovvio interesse. Una quarantina i manoscritti arrivati alla segreteria del Chiara. E, a giudicarli, una giuria presieduta dalla scrittrice Chiara Zocchi e composta da Michele Mancino, Mauro Mocchi, Federico Roncoroni, Fabio Scotto.

Una sorpresa si è verificata anche in questo caso. Sì, perché il bando comunicava che il primo arrivato sarebbe stato pubblicato dall’editore Macchione, mentre al traguardo sono arrivati ben tre scrittori. Anzi, tre scrittrici. Il tris rosa è composto da Patrizia Emilitri Ruspa (Vedano Olona) con “Il conto della serva”, Laura Tornambene (Catania) con “L’immensa solitudine dei mostri”, Letizia Triches (Roma) con “Tris di quadri”. Un verdetto imprevisto, che porterà l’editore a pubblicare un’antologia che comprenderà parti delle tre raccolte vincitrici.

Ma perché questo risultato inatteso? Il motivo lo spiega Chiara Zocchi, presidente di giuria, a Santa Caterina.“Una scelta legata alla qualità delle tre opere”. In realtà, si è trattato di un verdetto sofferto, con lunghe discussioni tra i giurati e difficoltà a scegliere un solo vincitore. Così dicono le voci di corridoio. E dicono che una delle tre autrici sarebbe stata a lungo in pole position (la catanese Tornamene), ma che sarebbe stata ostacolata a salire sul gradino più alto del podio per i contenuti, eccessivamente “pulp”, dei suoi racconti, ritenuti troppo vicini ad un film di Tarantino e poco coerenti con le caratteristiche del premio.

Un caso di censura? Sarebbe eccessivo. Ma sarebbe stata la preoccupazione verso i contenuti della scrittrice catanese a consigliare una soluzione più prudente. Assai intrigante la biografia molto multimediale della Tornambene: è una scrittrice, è un’attrice protagonista di diversi spettacoli teatrali (tra cui un “Cappuccetto rosso e l’ultimo lupo”) e ha cofondato con Ricky Caruso la “Visione Singolare Factory”, etichetta indipendente catanese che con cadenza annuale realizza audiovisivi di genere horror. Niente male per una scrittrice pulp-catanese, che avrebbe potuto movimentare la sonnacchiosa provincia varesina. Forse la Tornambene non sarebbe la prima a muovere le acque con pulp&eros: la scrittrice sicula può trovare una sua antenata in una scrittrice varesina doc, quella Valentina Maran, che nel 2000 vinse il Premio Chiara Giovani.

3 luglio 2010 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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