Varese

Patti per la sicurezza, il ministro Maroni va avanti

Umberto Bossi arriva a Villa Recalcati

Altri due patti per la sicurezza sono stati siglati a Varese dal ministro degli Interni, Roberto Maroni: il patto del Lago Maggiore e quello del Lago di Lugano. In una Villa Recalcati affollata di sindaci, presidenti di provincia, vertici delle forze dell’ordine ed esponenti delle istituzioni, sono stati presentati quelli che Maroni definisce i principali strumenti per combattere la criminalità comune. “Il controllo del territorio – dice Maroni – è la chiave per vincere la criminalità comune, la criminalità di strada, e da questo punto di vista questi patti sono una pietra miliare”.

A fianco di Maroni, siede il neo-governatore del Piemonte, Roberto Cota. Il presidente leghista elogia il “federalismo della sicurezza, il modello vincente che sta portando avanti il ministro Maroni”. Un concetto che spiega parlando del coinvolgimento, nella politica della sicurezza, dei rappresentanti degli enti locali. “Sindaci, presidenti delle province, presidenti delle regioni, cioè soggetti che conoscono bene il territorio”. Ma la vera novità, come rimarca Maroni, sta nel fatto che ora i soggetti coinvolti vanno oltre i confini regionali e nazionali. A rappresentare la vicina Svizzera, è presente a Villa Recalcati Luigi Pedrazzini, membro del governo cantonale ticinese. “E’ il primo patto che coinvolge un paese extracomunitario”,  scherza Maroni. Ma poi aggiunge: “Anzi, è un paese più comunitario di tanti altri che stanno nell’Unione europea”.

Coordinamento e sinergie tra istituzioni e forze dell’ordine sono i pilastri dei patti per la sicurezza. Maroni, come ricorda lui stesso, ne ha già realizzati quaranta. Però batte sul tasto degli enti locali. “Ho tenuto a coinvolgere i sindaci e loro hanno risposto bene, cosicché in Italia, nel 2009, i fatti criminosi sono diminuiti del 13% e le rapine in banca del 32%”. A conferma Maroni ricorda l’operazione andata oggi a buon fine a Milano contro la cosca dei Valle, con 15 membri arrestati e beni per decine di milioni di euro sequestrati.

A chiusura della presentazione dei nuovi patti arriva anche Umberto Bossi. Che prima di entrare ribadisce che la manovra verrà cambiata. E a chi gli ricorda che Formigoni ha detto che parlerà solo con Berlusconi, Bossi è tranciante. “E’ un poeta”, dice del governatore lombardo.

1 luglio 2010
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