Varese

Giuseppe Montanari, oltre l’arte di regime

Lettura di alcune pagine milanesi di Montanari

E’ stata intitolata ieri, nel tardo pomeriggio, la sala conferenze dell’ex cinema Rivoli. Il sindaco Fontana e uno dei figli, hanno intitolato la sala civica al pittore di origini marchigiane Giuseppe Montanari, autore del grande affresco realizzato nella stessa sala nel 1939, accogliendo anche la richiesta dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di guerra e anticipando di un anno il 35° anniversario della scomparsa, che cade il prossimo anno. Un autore che ha firmato diversi affreschi a Varese: dal Teatro Impero al Palazzo delle Corporazioni (attualmente Camera di Commercio) fino al Palazzo Littorio (sede attuale della Questura). Arte modellata sullo spirito dell’epoca, a quel tanto di monumentale e marziale (oltre che di retorico) che il fascismo incarnava nella sua ideologia.

Tuttavia, c’è anche un altro Montanari, che l’evento di ieri ha avuto il merito di riscoprire. E’ il Montanari autore di cartoline spiritose e irriverenti, che hanno come oggetto la vita dei soldati della Prima guerra mondiale. Piccole cartoline colorate che, come spiega la simpatica nipote Daniela, hanno avuto un significato pratico. “Il maggiore Gennarelli propose a mio nonno di dargli tanti giorni di licenza quante cartoline gli avrebbe disegnato”. Risultato fu la realizzazione di queste 45 cartoline, ora di proprietà del Castello di Masnago.

Non solo vignettista ironico e innovativo, ma anche scrittore. Come ricorda Andrea Chiodi, regista di un breve evento che ieri ha proposto alcune pIl sinbdacagine di Montanari, “è interessante riscoprire, al di là del pittore, anche lo scrittore di racconti, piccole opere che sarebbe bello vedere ristampate, magari da qualche editore varesino”. Pagine molto milanesi, che ricordano la Milano dei tabarin, della nebbia, dei tram cigolanti. L’attore Marino Zerbin ha letto alcune pagine, accompagnato, al pianoforte, dal maestro Baroffio.

1 luglio 2010
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Un commento a “Giuseppe Montanari, oltre l’arte di regime

  1. giuseppe terziroli il 2 luglio 2010, ore 18:50

    L’opera di Montanari appare incredibilmente associabile a quella dell’amico ed artista Bruno Ravasi.
    Innumerevoli gli agganci, le presenze alle mostre d’arte, che vedevano in tandem
    due dei massimi protagonisti dell’arte varesina del 900 .
    Di immensa soddisfazione per chi scrive, ed è stato il Presidente degli Amici dei
    Musei Civici di Varese, è il riferimento alle cartoline con i soggetti militareschi che
    la Associazione ebbe a donare ai Musei Civici sotto la direzione di Silvano Colombo; organizzammo con il Consiglio tutto l’acquisto con i fondi degli “Amici dei Musei”, provvedemmo proprio da Firenze al trasporto delle tavole a Varese, che furono poi esposte in una Mostra dal tema quanto mai appropriato di “Montanari Segreto”: fu un grande successo!!
    Giuseppe Terziroli

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