Varese

Restyling per lo stemma. Ma Angelini tiene la sua V

Il sindaco presenta il nuovo stemma

Da oggi il Comune di Varese ha uno stemma rivisitato. E un manuale che uniforma la comunicazione interna e verso l’esterno di Palazzo Estense. Una vera e propria operazione di restyling che, nel caso dello stemma, ha mantenuto tutti gli elementi essenziali, pur semplificandoli e alleggerendoli. Un’operazione che sarà concretizzata fra qualche mese, quando carta intestata e buste con il vecchio simile saranno terminati.

Come dicono in Comune, è stato fatto uno studio approfondito per risalire alle origini dello stemma, togliendo quegli elementi che si erano aggiunti nel tempo. Tutto questo è stato fatto da una società privata, la Narcisiva, società di design che ha tra i suoi clienti marchi prestigiosi come la Lindt e la Regione Lombardia. Una società che ha seguito, nell’ultimo anno e mezzo, varie iniziative di comunicazione del Comune. Come è stato detto al lancio del nuovo stemma, al quale erano presenti, oltre al sindaco, anche il segretario generale Filippo Ciminelli e il dirigente della Segreteria Generale e Comunicazione Elio Carrasi, il costo della consulenza della società Narcisiva è stato di circa 10 mila euro.

Resta però da spiegare perché resti ad affiancare lo stemma ufficiale del Comune,  la famosa V rossa con sopra impressa l’espressione “Città Giardino”. Un logo che, dunque, in seguito al restyling non è stato messo in soffitta. Anzi, continuerà a connotare le iniziative messe in campo dall’assessorato Promozione del territorio, quello di Enrico Angelini. Insomma, l’assessore Angelini, che qualcuno indica come il possibile sfidante di Fontana alle prossime elezioni per la poltrona di primo cittadino, mantiene un proprio logo autonomo. Perchè uniformare è bene, ma senza esagerare.

30 giugno 2010
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