Varese

Agenzia provinciale del turismo, ma quanto mi costi…

Presentazione del progetto "total green"

Da quattro mesi opera a ranghi completi, presso la Provincia di Varese, un nuovo organismo che è l’Agenzia del Turismo della Provincia di Varese. Un organismo che, attraverso la direttrice Paola Della Chiesa, ribadisce di ambire a svolgere il ruolo di “cabina di regia” degli sforzi per promuovere e sostenere il turismo nella “Land of Tourism”. Certo, resta difficile misurare, sul metro dell’efficacia, gli sforzi prodotti da tale organismo nato dagli sforzi congiunti di Provincia e Camera di commercio. Gli effetti non possono essere immediati. Gli sforzi non possono essere premiati dall’oggi al domani.

Grazie alla costante presenza dell’Agenzia ad eventi e manifestazioni, tale realtà ha acquisito, in questi mesi, una forte  visibilità. Ma il punto resta un altro: al di là della presenza a manifestazioni ed eventi, l’Agenzia dà veramente un contributo decisivo allo scopo principale, cioè l’aumento del flusso turistico verso il nostro territorio? Già svolgere un’azione di coordinamento non è cosa da poco, da queste parti: le realtà che si occupano di turismo nascono come funghi. E non si può neppure escludere che la stessa Agenzia corra il rischio di aggiungersi alle realtà già operanti, senza portare un granché di valore aggiunto.

Tuttavia l’Agenzia costa, e questo da subito. La Provincia di Varese è stata selezionata dal Pirellone per il progetto “Il turismo congressuale total green in Provincia di Varese”. Un progetto che, nel futuro, dovrebbe rendere il turismo (il condizionale è d’obbligo) più sostenibile, ma che, già nel presente, riceve una pioggia di contributi dalla stessa Regione. Sono complessivamente più di 400 mila euro, quelli in arrivo dal Pirellone per il progetto (50% a fondo perduto e 50 a rimborso agevolato). E all’Agenzia del turismo diretta da Paola Della Chiesa vanno 75 mila euro, dei quali 35.250 da restituire a tasso agevolato e 39.750 a fondo perduto. E questo soltanto sul fronte di questo progetto specifico sul turismo congressuale  “total green”. Bisogna ammettere che si tratta di una “cabina di regia” piuttosto costosa. Vedremo i risultati.

A titolo di cronaca, nel progetto, ci sono privati che ricevono anche più dell’Agenzia: è il caso dell’azienda agricola di Francesco Aletti, alla quale, per interventi a Mustonate, arriveranno più di 135 mila euro (sempre 50% da restituire a tasso agevolato e 50% a fondo perduto). Stesso discorso vale per il Mo.Om Hotel (Olgiate Olona), al quale arriveranno dal Pirellone oltre 57 mila euro.

28 giugno 2010
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Un commento a “Agenzia provinciale del turismo, ma quanto mi costi…

  1. Tommy Calabrese il 28 giugno 2010, ore 17:12

    Grave imprecisione, in questo articolo, non dettagliare il numero di persone occupate nel progetto. Probabilmente si scoprirebbe che chi materialmente “fa le cose” (cioè lavorerà) è magari un piccolo esercito di precari o sottopagati collaboratori a gettone, ma intanto un piccolo contributo alla loro situazione economica, in tempi di crisi, sarà arrivato.
    Direi che è già un bene a prescindere, in un paese che fa di tutto per nascondere le sue difficoltà e per squalificarsi anzichè promuoversi.
    Detto questo le cifre mi sembrano quasi ridicole, rispetto alle necessità reali di un territorio che non fa quasi nulla per attirare a sè migliori flussi turistici: vedi alla voce eventi culturali, artistici, musicali.
    Quasi tutti autoprodotti: con tutto il rispetto per gli oratori (in uno dei quali sono cresciuto anch’io…) e per le scuolette di quartiere, più o meno il livello delle attività in corso dalle nostre parti è quello dei saggi di fine anno delle elementari.

    L’articolo sembrerebbe dunque ripercorre una logica opposta a quella di chi scrive: non è questione di soldi, ma di qualità della spesa. Certo! …ma anche di soldi veri (metà, leggo, andranno pure restituiti!) e di coraggio negli investimenti.
    Non sembra questa la direzione intrapresa: se non si decide di occupare persone e stabilmente impiegarle nei progetti stessi, sarà molto dura ottenere risultati.
    E qualcuno avrà poi buon gioco nel dire, ancora una volta, che era meglio investirli per rifare i marciapiedi.

    Intanto giova rendersi conto che nel panorama socioculturale italiano da anni questa provincia produce più ministri che iniziative di richiamo degne di questo nome.
    Fatto salvo, come dicevo, il livello parrocchiano e a volte pacchiano e provincialotto di iniziative”fumo-negli-occhi” che si riproducono come funghi: tutti “alti così”, però…

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