Economia

Giovani Uniascom: distretti, Busto batte Varese

Presentazione dei dieci anni del Gruppo Giovani Uniascom

Prime dieci candeline sulla torta del Gruppo Giovani Imprenditori Uniascom della nostra provincia. Un gruppo nato con l’obiettivo di avvicinare i giovani impegnati nel commercio al sistema di Confcommercio, e capace di mettere in cantiere diverse iniziative rivolte agli under-20, soprattutto sul fronte della formazione. Come spiega il presidente del Gruppo Giovani, la bustocca Alessandra Ceccuzzi, “il nostro gruppo ha messo in piedi un’azione di orientamento dei ragazzi che frequentano le scuole medie”.

In particolare, sono stati molto numerosi i ragazzi che, all’ultima Fiera di Varese, sono stati chiamati a gestire un negozio virtuale, un modo, continua la Ceccuzzi, “per far conoscere ai più giovani il mondo del commercio in maniera divertente”. “In questo momento di crisi – dichiara il presidente – la carta della formazione è fondamentale, uno strumento per trovare nuove idee e lasciarsi alle spalle ciò che è invecchiato”.

Dunque, sarà festa. Il Gruppo Giovani Imprenditori Uniascom, a cui aderiscono 2530 commercianti sotto i 40 anni, organizza una Cena dei dieci anni mercoledì 30 giugno, presso il Castello di Somma Lombardo, con la partecipazione del presidente nazionale del Gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio, Paolo Galimberti. Una festa vera, tiene a sottolineare il presidente di Uniascom provinciale, “dove, dopo la cena, si ballerà e si ascolterà musica”.

Ma il Gruppo Giovani non vive sulle nuvole. Prende parte al dibattito associativo provinciale e nazionale (da questo punto di vista Varese è una provincia molto influente). La Ceccuzzi riconosce che spesso prevale un dna del commerciante che lavora isolato, mentre fare squadra risulta essere un valore aggiunto. C’è grande dinamismo nelle considerazione del presidente provinciale, scarsa tolleranza di ciò che appare burocratico e frenante. Come nel caso dei Distretti del commercio, i nuovi organismi che mettono insieme rappresentanze di categoria e istituzioni. “Nell’idea della Regione, il distretto doveva essere tutt’altro che burocratico, ma uno strumento agile e leggero per rilanciare il settore”.

Sulle differenze tra Busto e Varese, la Ceccuzzi, che opera in entrambe le città,  parla chiaro. “Nel caso di Busto, tutto è stato più facile: c’era un comitato di commercianti esistente da 25 anni e da questo è nato il distretto. Nel caso di Varese, tutto è molto più difficile, con due associazioni e un Comune che deve essere super-partes. Del resto ogni città ha le sue caratteristiche”.

25 giugno 2010
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