Chiesa

Brebbia, una mostra ricorda il parroco don Macchi

La chiesa SS. Pietro e Paolo di Brebbia

Un bel programma, quello della festa patronale SS. Pietro e Paolo a Brebbia. La festa parte questa sera, 25 giugno, e si conclude martedì 29 giugno. Banco della gastronomia, ballo liscio, anche un’esibizione dei popolari Truzzi Volanti. Ma quest’anno c’è un’altra novità molto attesa, che evoca in tanti, a Brebbia, molti ricordi e qualche nostalgia. Presso Villa Terzoli, il centro anziani che sorge accanto alla chiesa, saranno ospitate alcune iniziative per ricordare un sacerdote molto importante, che ha lasciato un segno profondo a Brebbia, a 35 anni dalla sua morte: don Guido Macchi, indimenticabile coadiutore e poi parroco a Brebbia, sacerdote di larghe vedute e di sicura fede.

“Anche ora che la mostra è già stata allestita, continua ad arrivarci nuovo materiale. E quando sarà terminata, ne arriverà ancora, ne sono certa”. A parlare è Lina Roncari, per quasi quarant’anni maestra a Brebbia, oltre ad essere presidente della vivace associazione culturale dedicata ad un altro prete speciale, don Luigi Mari. Grazie all’associazione, è stata organizzata a Villa Terzoli una mostra di “scatti” che ripercorrono la vicenda brebbiese di don Guido Macchi (apertura questa sera alla ore 21), e che sono saltati fuori da qualche vecchio cassetto, da qualche scatolone dimenticato in soffitta, da qualche vecchio album tenuto come la cosa più cara. Perché don Guido, a Brebbia, se lo ricordano davvero tutti, per tutti si è prodigato, a tutti ha lasciato un bel ricordo personale. La sua vocazione era soprattutto legata alla formazione dei giovani, ma non dimenticava mai l’attenzione verso i più diseredati, gli immigrati che approdavano nel Varesotto con la valigia di cartone sulla spalla. Come vedete, una figura più che mai attuale.

Un centinaio le foto in mostra, che evocano le tante attività organizzate da don Guido. “Ha dato grande impulso allo sport tra i giovani – ricorda l’anziana maestra -, facendo costruire un campo da basket. E poi tutti ricordano le gite che organizzava”. Tante escursioni, documentate dalle vecchie immagini, nelle città d’arte come Venezia, Vienna, Madrid, Trieste, ma anche tante gite sulle Dolomiti con i ragazzi dell’oratorio di Brebbia, come la mitica gita in bici al Pizzo dei Tre Signori. Ma si occupava anche degli immigrati dal Sud Italia, li aiutava a trovare una sistemazione, a trovare casa e lavoro. Un prete dinanico e moderno, avanti rispetto ai suoi tempi. Al punto che sollecitò un suo ragazzo, Silvio Faschi, a riprendere con una piccola cinepresa le iniziative organizzate a Brebbia, le gite, le feste. Come la cerimonia che fu organizzata in paese dalla Pro Loco per festeggiare la nascita della Comunità Europea dei sei Paesi, con i sei Consoli e i sei Vescovi dei Paesi coinvolti, e con un giovane Scalfaro allora ministro.

Quei filmati, realizzati da Faschi giunto a Brebbia dalla lontana Haiti, grazie alle nuove tecnologie, si potranno rivedere. Saranno proiettati, a conclusione della mostra, martedì 29 giugno, sempre a Villa Terzoli, alle ore 21.15. E sarà come vedere una pellicola che evocherà tempi lontani nel tempo, ma, nello stesso tempo, vicinissimi, grazie ad un prete che a Brebbia stava con i piedi nel suo tempo e con l’intelligenza nel futuro.

25 giugno 2010
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