Varese

Marantelli scrive a Lippi: in bocca al lupo

Il ct azzurro Marcello Lippi

Caro Lippi,

un affettuoso in bocca al lupo per la partita con la Slovacchia.

Le scrivo perché vorrei che da Varese, la città del più forte attaccante degli ultimi cinquant’anni (Gigi Riva da Leggiuno, atleta e uomo di raro spessore), Le arrivi anche un sincero augurio da tanti che, come me, da sempre sono tifosi della Nazionale.

Sono un deputato, anche se non famoso come Umberto Bossi, però indosso, con un certo orgoglio, la maglia numero 10 della Nazionale Parlamentari. Mi è stata affidata qualche anno fa dalla mitica Carolina Morace e confermata più recentemente da una splendida persona qual è il nostro attuale allenatore Giancarlo De Sisti, un grande del nostro calcio. Ho grande stima di Lei. Tuttavia, ancorché pratichi calcio fin da ragazzo, non mi permetterei mai di darle consigli tecnici. Sarebbe patetico. Anche se come tutti gli italiani in questi giorni “sparlo” di moduli e tattiche di gioco. Sono tifoso del Varese e del Milan. Ero alla stadio a festeggiare la promozione della squadra della mia città in serie B. Ero ad Atene a festeggiare la vittoria del Milan contro il Liverpool. Voglio pensare di essere una specie di portafortuna. Un altro motivo che mi ha spinto a mandarLe questa lettera è che non sono abituato a “salire sul carro del vincitore”. Anzi, da sempre sono stato educato a stare dalla parte dei più deboli, di chi ha bisogno. In politica, nel lavoro e nello sport ho cercato, con alterni risultati, di ispirarmi sempre ai valori di libertà, uguaglianza, onestà, rispetto per gli altri. Valori che mi hanno insegnato i miei genitori. Due operai. Sento che la nostra Nazionale vive ore delicate. L’Italia, pur con i suoi ritardi storici e difetti recenti, è un Paese ammirato in tutto il mondo. Non c’è angolo del mondo in cui ci sia un bambino, ricco o povero, che non sogni di visitare un giorno il nostro Paese. Bambini che sicuramente non distinguono Varese da Viareggio, ma sanno perfettamente che cosa rappresentano Roma e l’Italia nel mondo.

I nostri azzurri in Sudafrica sono il volto dell’Italia davanti a un pubblico di miliardi di persone. Sono certo che Lei saprà infondere ai suoi giocatori sicurezza, combattività ed orgoglio.

Il calcio non è uno sport per mammolette, serve anche un pizzico di cattiveria.

Sono sicuro che Lei saprà mandare in campo atleti con gli occhi da tigre.

Non importa se saranno occhi calabresi o lombardi.  Un caldo in bocca al lupo con stima sincera.

Daniele Marantelli

Varese, 23 giugno 2010

23 giugno 2010
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