Cultura

Il “Narrami, o Musa” di Cassinotti. La video-Odissea

Un momento dello spettacolo omerico

Il mare e la navigazione sono ormai legati strettamente al concetto villeggiante o a quello, meno edificante, che dissangua braccia a poco prezzo. Per una volta, però, è ancora l’arte che si permette di restituirgli la sua funzione primaria, il confine senza confine, il legame con la massa che ci avvolge e travolge.

E proprio un’originale cantoria omerica quella proposta dalla riduzione di Odissea (nella traduzione di Privitera ) che Lello Cassinotti ha presentato in anteprima assoluta a Melzo. Proprio quella che intona “Narrami, o Musa, dell’eroe multiforme, che tanto vagò, dopo che distrusse la rocca sacra di Troia”. Il “conduttore”, infatti, ha scelto di “cantare” le gesta di un eroe d’altri tempi, tanto che l’opera, in ventiquattro libri, è impresa che pochi avvicinano ai giorni nostri.

Questa la premessa, l’accolita richiesta, da cui la produzione DelleAli è partita per concentrarsi sui libri centrali che vedono Odisseo, in una sorta di cortocircuito, diventare il cantore di se stesso, come nel capitolo nono: “Certo è bello ascoltare un cantore, così come è questo, simile per la voce agli dei. Perché penso non v’è godimento più bello, di quando la gioia pervade tutta la gente … questo mi sembra nell’animo una cosa bellissima.”

“L’odissea è una storia e come tutte le storie va raccontata”, commenta Cassinotti. “Come in molte tradizioni orali la formula narrativa più comune era il canto che permetteva alla memoria di ricostruire gli accadimenti, perché fossero narrati senza omettere i particolari. La ripetizione delle formule narrative sembra, infatti, aiutasse gli aedi a comporre i loro canti improvvisandoli su richiesta dell’uditorio. Il nostro presupposto è quello di tornare ad una narrazione più vicina al canto.”

Un canto della voce e delle sue sfumature, che con artifici più o meno marcati la utilizza in modo astratto per evocare situazioni e “disegnare” dinamiche emotive prese a prestito dalla narrazione. La voce e, spesso, la parola si fanno musica creando una composizione sonora/visiva del raccontare il ri-tornare dell’eroe. Quello che porta la società dal caos all’organizzazione in un mito di fondazione, o, forse più propriamente, ri-fondazione dell’essere. Ed il vagabondare in terre sconosciute, misteriose e pericolose, che simbolicamente si alterna in una geografia-danza tra occidente ed oriente altalenando tra dodici anse di un labirinto, come le prove da superare, e ci conduce fino alla terra dei Feaci e finalmente a casa.

Una navigazione che, come la vita, è un continuo andare e tornare. Gli dei chiudono il poema fermando definitivamente la lotta intestina agli Achei ed ispirando il nostro cantare: «Ah! quante colpe danno i mortali agli dei! Ci dicono causa delle loro disgrazie: ma anche da sé, con le loro empietà, si procurano dolori oltre il segno ».

Una navigazione che Cassinotti ha affidato sapientemente alla tecnica di Giacomo Verde, quella dei video-fondali live. Mentre, infatti, la “cantazione” è consegnata a voci “nude” (Antonello Cassinotti e Daniela Visani) e a voci “vestite” (Alessandra Patrucco, Andrea Reali), l’idea della corporeità teatrale trapela solo dalla vela che copre i “cantori” e su cui l’innovatore Giacomo Verde rappresenta per immagini, iconiche e dinamiche, l’Odissea. Sempre umile e schivo il videoartista (l’inventore del “tele-racconto” uno dei primi italiani a realizzare opere di arte interattiva e net-art sin dagli anni ottanta), quando gli si chiede come è giunto a sintetizzare così efficacemente il racconto per immagini sottolinea “sono solo ovvi tratti naturali”. “Ovvietà” che tratta le icone tramandate dalle anfore (custodi di cibi e bevande) sul ciclo epico: un trionfo di decorazioni, dalle onde alle muse, dalle armi ai natanti, attraversando mortali ed immortali. L’epopea visuale di Verde è fatta di “segnali” di bordo e di terra, semplici, ma mai scontati: gomene, legni, reperti marini.

Forse l’idea di Verde era quella di sfruttare anche la forma per riproporre le anse del labirinto. Fatto è che lo spettatore gode interamente anche del movimento della “vela da proiezione”, che si gonfia ad arte, complice il venticello primaverile, proprio come buon auspicio.

Una vera navigazione, totalizzante per i sensi, quella della videolettura/concerto per voci ed elettronica di Odissea. Forse un’ottima consegna per gli studenti, impoveriti dalla politica di appiattimento della cultura di base. Sicuramente un’esclusiva possibilità di rileggere, con nuovi occhi, il viaggio più antico del mondo. La navigazione di Nessuno verso se stesso.

ODIssea videolettura / concerto per voci ed elettronica

riduzione e conduzione: Antonello Cassinotti

video fondali live: Giacomo Verde

voci nude: Antonello Cassinotti, Daniela Visani

voci vestite: Alessandra Patrucco, Andrea Reali

da un’idea di Fabio Pessina

tratto dall’ODISSEA di Omero – traduzione di G. Aurelio Privitera, Ed. Mondadori

a cura di delleAli

22 giugno 2010 Ombretta Diaferia redazione@varesereport.it
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Un commento a “Il “Narrami, o Musa” di Cassinotti. La video-Odissea

  1. ombretta diaferia il 28 giugno 2010, ore 17:10

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