Milano

Paesaggi di Floreani per le visioni di Kemeny

Il poeta Tomaso Kemeny

La poesia che parla alla pittura, la pittura che parla alla poesia, scambi e dialoghi dei quali è ricca la storia dell’arte. Un intreccio che domani, a Milano, sarà nuovamente sperimentato in relazione all’opera di un poeta molto affascinante come Tomaso Kemeny, poeta italiano di Budapest, testimone diretto delle drammatiche vicende del suo Paese d’origine. Proprio al poema omonimo, ancora inedito, di Kemeny è dedicata la mostra “Paesaggi immaginari” di Roberto Floreani, che domani sarà inaugurata a Milano, alle 18.30, presso la galleria PoliArt (Viale Gran Sasso 35). Una mostra che si era già potuta vedere alla recente Biennale di Venezia, dove Floreani esponeva in una sala personale.

Nelle circa venti opere presentate, che riportano nel titolo i passi del testo di Kemeny, troviamo le soluzioni espressive sviluppate da Floreani in questi ultimi anni, nell’ambito di una pittura che si può definire stratificata. La ricerca di Floreani, che l’artista stesso definisce “Pittura di terra e d’aria”, si basa sulla scelta di alcuni caratteri dominanti: da opere che virano verso toni chiari, in una scala cromatica tra il terra di siena e l’ocra, come in “Occhio magico-la conoscenza del fuoco” (2010), fino ad arrivare, in un progressivo oscuramento “spazializzato”, ad opere dove il nero è il tono dominante, come in “Giardino notturno” (2010).

Le opere di “Paesaggi Immaginari” ospitate alla galleria PoliArt sono state realizzate da Floreani in un’immersione totale nella scheggiata quanto visionaria poesia di Tomaso Kemeny. I 910 versi del poeta transilvano divengono, poi, anche il cardine del libro della collana Sorvoli (della Vanillaedizioni), nella quale l’arte, in una reversibilità quasi alchemica, rende al visibile ciò che la poesia potentemente suona.

Al vernissage, questo singolare incontro tra pittura e poesia, in cui si realizza, secondo ogni interpretazione, l’oraziano ut pictura poesis, toccherà il culmine, in una declamazione incrociata del testo tra Kemeny e Floreani, coordinati dalle note della compositrice Paola Samoggia.

13 giugno 2010
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