Leggiuno

Eremo di Santa Caterina, ora è più facile arrivarci

L'Eremo di Santa Caterina del Sasso

Nonostante la passerella di politici e amministratori che lo ha accompagnato, un altro passo importante è stato compiuto per valorizzare uno dei beni artistici e culturali più prestigiosi del nostro territorio: l’Eremo di Santa Caterina del Sasso a Leggiuno. Questa mattina è stato infatti inaugurato l’ascensore a pozzo a servizio di questa struttura. Un costo complessivo di circa tre milioni e mezzo di euro, con una durata dei lavori di 29 mesi. L’ascensore ha una portata di  900 kg, una capienza di 12 persone, fa due fermate  (al piazzale del Quiquio ed ai giardini a lago), percorre una corsa di 50,44 metri in 30 secondi.

Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti, oltre molti cittadini, anche sindaci e assessori del territorio, Adriano Costantini, sindaco di Leggiuno, consiglieri regionali, il senatore Antonio Tomassini, il vicepresidente della Provincia di Varese Gianfranco Bottini, e poi i tre presidenti di Villa Recalcati che hanno portato avanti nel tempo i lavori all’Eremo, Massimo Ferrario, Marco Reguzzoni e Dario Galli. Quest’ultimo ha pure posto le basi per l’acquisto delle due ville Bassetti e dei dieci ettari di parco confinante con l’Eremo.

Come ha dichiarato Galli, “oggi è una bellissima giornata, perché completiamo una parte importante di lavori e restituiamo alla gente il complesso di Santa Caterina in tutta la sua bellezza, offrendo l’opportunità di visitare l’eremo anche a coloro che hanno problemi fisici e faticano a fare la lunga scalinata”.

Per Gianfranco Bottini, vicepresidente della Provincia di Varese e assessore al Patrimonio, “dovremmo ricordare a uno a uno tutti coloro che nel corso di questi anni hanno dato un contributo importante per ottenere questo obiettivo. Gente che ha affrontato le sfide non come fossero un semplice lavoro, ma con passione, amore e competenza. Quel che oggi vediamo è merito di tanti, anche se vorrei ricordare personalmente il dirigente Roberto Bonelli, l’architetto Marco Belli, il geometra Angelo Carcano, Paolo Mascheroni e Bruno Berengan”.

E’ poi intervenuto Massimo Ferrario, ex presidente della Provincia di Varese: “Sono stato eletto a Villa Recalcati nel 1993 e ricordo che qui era stata portata a termine solo l’opera di consolidamento dell’eremo. A quel punto abbiamo iniziato il recupero delle cascine, acquistato gli spazi necessari per fare i parcheggi, la strada d’accesso. L’idea dell’ascensore c’era e sono contento che i miei successori Reguzzoni e Galli non abbiamo abbandonato il lavoro avviato fino a portarlo a termine”.

12 giugno 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Un commento a “Eremo di Santa Caterina, ora è più facile arrivarci

  1. franco giannantoni il 13 giugno 2010, ore 12:13

    Caro Direttore, ricordo molti anni fa (ero giornalista attivo) il dibattito su questo ascensore che coinvolse amministratori pubblici del calibro dell’onorevole dc Aristide Marchetti, lavenese doc, equilibrato, colto, e uomini di cultura come l’avvocato Aldo Lozito, difensore estremo dell’equilibrio artistico o Luciano Gallina, per fare qualche nome. L’ascensore fu visto come uno sfregio inaccettabile, un modo per violare la solitudine dell’Eremo. Due riflessioni talmente serie che servirono per mettere in solaio l’argomento. Spero qualcuno se lo ricordi e rifletta. I tempi sono ora cambiati. L’ascensore è un accessorio per lo spettacolo. Che aggiungere? Cordiali saluti, Franco Giannantoni

Rispondi