Varese

Stazioni unificate, si cambia marcia. E si taglia

Il progetto delle stazioni a Varese

A volte ritornano. E’ il caso dell’unificazione delle stazioni. Tre anni fa era stato siglato un accordo di programma tra Regione, Provincia e Comune di Varese, Rfi e Ferrovie Nord, un accordo di cui si erano perse le tracce in questi anni. Ora, si riparla di unificare le stazioni varesine di Stato e Nord. Se ne riparla ad un tavolo al quale siedono gli enti firmatari, ma la parola d’ordine è ora soltanto una: ridimensionare.

E’ l’assessore alle Infrastrutture del Pirellone, Raffaele Cattaneo, a parlare della necessità di una “cura dimagrante” al mega-progetto, che originariamente si aggirava sui 150 milioni di euro per le opere pubbliche previste. Un progetto faraonico, che tentava di ridisegnare un quarto della città. Ora di quel progetto sembra restare ben poco. Ci si vuole limitare allo stretto necessario. Sì, ma dopo che se ne è parlato per anni. Il motivo di questo cambio di marcia? E’ ancora Cattaneo a parlarne: “Sono intervenute criticità impreviste, tra cui una grave crisi del settore immobiliare. A questo punto non ci è parso più possibile autofinanziare il vecchio progetto, che stiamo rivedendo”.

E qui veniamo al nodo: a Varese tutto si sta bloccando, perché le risorse devono arrivare dai privati, ma i privati non sono disponibili a sborsarle. Nessuno, però, si pone mai la questione decisiva: perché? Perché i privati non considerano Varese attraente? Non c’entrerà, forse, la scarsa vivacità della città? Il grigiore che, a differenza di altre città della provincia, qui sembra caratterizzare la vita sociale e culturale? La mancanza di ampio respiro della nostra amministrazione? Una domanda che, forse, è il caso che ci si ponga al più presto. Se si vuole evitare di congelare ogni progetto.

10 giugno 2010
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