Chiesa

A Gazzada torna lo scomodo Vaticano II

Il Concilio Vaticano II

La Fondazione Ambrosiana Paolo VI, con sede a Villa Cagnola di Gazzada (VA), da alcuni anni ha messo in cantiere una ricerca, sotto la direzione del prof. Gilles Routhier dell’Università Laval di Québec, sul tema Recezione del Vaticano II a Milano, con riferimento innanzitutto alla diocesi milanese inserita nel contesto dell’Italia settentrionale.

Domani, a partire dalle ore ore 9.30, presso Villa Cagnola a Gazzada, si riaccenderanno i riflettori sul grande Concilio voluto da Giovanni XXIII e proseguito da Paolo VI. Ma con un obiettivo preciso: indagare gli influssi del Concilio sugli “stili di vita” ecclesiali, il loro apporto, rispetto ad altri fattori culturali del tempo, e la loro incidenza sulle “pratiche” di una Chiesa locale, quella ambrosiana.

L’intento non è solo di offrire un’esemplificazione concreta, ripetibile anche in altre situazioni, di riflessione sul Vaticano II, secondo una prospettiva nuova e quanto mai urgente per la vita delle Chiese locali, ma anche di avviare una nuova stagione – come è nella tradizione consolidata di Villa Cagnola e della Fondazione Ambrosiana Paolo VI – di riflessioni comuni e di confronto interdisciplinare fra teologi, filosofi, storici, sociologi ecc.

La ricerca pone particolare attenzione ai problemi del momento attuale e ai nuovi scenari che si stanno aprendo e propone un serio e documentato approfondimento dell’evento conciliare nel segno della libertà e del confronto leale fra differenti posizioni culturali, interpretando in tal modo uno specifico servizio culturale alla Chiesa, e in particolare alle Chiese di Lombardia.

Nell’organizzare le “unità” di ricerca e nell’identificare i singoli temi da approfondire – con una articolata presenza di contributi tesi alla raccolta ed esposizioni di dati, di ricostruzioni storiche, di riletture e interpretazioni teologiche – si è fatto riferimento a un’idea fondamentale: non si tratta solo di costruire una mera rilettura dell’influsso del Vaticano II sul periodo postconciliare, ma di collocare questo movimento nel quadro di una recezione più ampia, verificando quanto lo stesso Vaticano II è frutto di eventi/movimenti storici, che lo hanno preceduto e preparato, e quanto la sua recezione si innesta dentro un movimento di mutamento storico più complesso e capace di generare nuove spinte e influssi (si pensi, ad esempio, al ’68).

Ispirandosi al decreto del Vaticano II Ad Gentes (relativo all’attività della Chiesa), un primo convegno espositivo dei risultati raggiunti, svoltosi nel giugno dello scorso anno, ha messo a tema «le figure», mostrando come i diversi soggetti (vescovi, clero, religiosi, il popolo di Dio, istituzioni teologiche, associazioni e movimenti…) hanno vissuto la recezione del Concilio.

Il secondo convegno, in programma domani 10 giugno e venerdì 11, a Villa Cagnola, come ha sottolineato mons. Adriano Caprioli, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla e presidente del Comitato Permanente della Fondazione, intende indagare più precisamente «le pratiche», per verificare attraverso una loro analisi dettagliata come il Vaticano II sia stato un principio propulsore dentro le Chiese locali, dando ad esse strumenti per vivere il cambiamento culturale entro cui erano immerse.

La prospettiva ermeneutico-teologica, che sta alla base di questa ricerca, non è di costruire una storia della Chiesa locale dopo il Vaticano II, ma di avviare e sviluppare una lettura e una riflessione sulla recezione del Concilio in diocesi di Milano. Si intende cioè scoprire come il Concilio è stato accolto e assimilato, quali effetti ha provocato, come è diventato parte della vita di una Chiesa; ma, allo stesso tempo, come le vicende di questa Chiesa hanno contribuito alla sua recezione, come lo hanno preparato, come ne hanno segnato l’ascolto, che cosa è stato enfatizzato o invece dimenticato; e ancora, più in generale, come la cultura e la società locale hanno influito su tutto questo percorso.

A questo momento conclusivo della ricerca, i cui frutti verranno resi disponibili attraverso una ricca e integrale pubblicazione degli atti, oltre ai ricercatori e agli studiosi esperti dei temi indagati, è prevista anche la partecipazione di responsabili di settori e uffici pastorali, studenti di teologia e di quanti sono interessati ad approfondire prospettive ed esiti della ricerca (per informazioni: tel. 0332-462104, fapgazzada@tin.it).

9 giugno 2010
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