Varese

La stagione del Sacro Monte è partita. Con un miracolo

Un momento dello spettacolo "Il Miracolo del Corporale"

La basilica di San Vittore è calata in un buio totale. Le panche gremite di pubblico, le navate laterali, tutto è avvolto in una notte profonda. Soltanto l’altare è illuminato, una luce potente, quasi eccessiva. E’ lo scenario della messa in scena dal titolo “Il Miracolo del Corporale”, di Anonimo Orvietano, che narra del sacerdote teutonico che, a Bolsena, nelle sue mani, l’ostia consacrata inizia a stillare sangue, bagnandogli il corporale. Una vera sacra rappresentazione, in cui la scena, a volte, si sposta in mezzo al pubblico, coinvolto in un’esperienza totale. Un’opera teatrale in cui sofferta e attualissima è la linea di confine tra la fede del credente e la sua incredulità, una linea sottilissima, come ci ha insegnato, qualche anno fa, il Cardinale Martini. Dunque anche una grande metafora, che riguarda tutti, credenti e non.

Nella basilica varesina si sta celebrando il momento iniziale della prima stagione di teatro sacro a Varese dal titolo “Tra Sacro e Sacromonte. Il teatro come contemplazione della bellezza”, che vede come direttore artistico il regista Andrea Chiodi, a cui si deve il Presepe Vivente che ogni anno costituisce l’appuntamento più suggestivo del Natale in città (e che giustamente in questo cartellone appare come l’approdo finale e naturale). Una rassegna in collaborazione con la Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese e il Comune di Varese, oltre che con il patronato di Regione Lombardia e della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, un po’ il “ministero vaticano” diretto dal milanese monsignor Gianfranco Ravasi.

La rappresentazione teatrale di ieri sera, con la partecipazione di Alberto Mancioppi, apre dunque un cartellone ricco di proposte assai innovative, e di interpreti prestigiosi, il che conferma Varese come terra di sperimentazioni culturali, che spesso e volentieri non vengono adeguatamente valorizzate. Dopo la rappresentazione di ieri sera, alla terrazza del Mosè al Sacro Monte, sempre alle 21, si potrà assistere alla lettura integrale del Vangelo secondo Matteo con Lucilla Morlacchi (l’1 luglio), ad uno spettacolo di danza, “Maddalena”, che vedrà protagonista Marta Ciappina (l’8 luglio), ad un reading di poeti, dalla Merini a padre Turoldo, dal titolo “Dio Maternamente” con Pamela Villoresi (il 15 luglio), ad una serata dedicata a Paul Claudel con Luisa Oneto (il 22 luglio).

Non mancherà neppure il grandissimo Charles Peguy, di cui sarà proposto uno dei Misteri, “Il Mistero dei Santi Innocenti”, con Franca Nuti e la regia di Fabio Battistini (il 28 luglio). Su quest’ultimo spettacolo confessiamo di nutrire un certo timore e tremore, data la complessità di questo autore e i frequenti fraintendimenti di cui è stato vittima anche in Italia. Ma ci torneremo.

Concluderà la rassegna di teatro sacro, il 9 settembre, un’opera teatrale scritta appositamente per questa stagione da Angela Demattè, dedicata a Domenichino Zamberletti, dal titolo “Transite ad me”. E poi il tradizionale Presepe Vivente, atteso e suggestivo, in programma il 23 dicembre, in piazza San Vittore.

4 giugno 2010
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