Varese

Scoppia la polemica sul 2 giugno targato Lega Nord

Maroni alle manifestazioni del 2 giugno

Pioggia di critiche sulla celebrazione del 2 giugno a Varese. Tutti gli schieramenti, maggioranza e opposizione, hanno aperto il fuoco contro la scelta di cancellare l’Inno di Mameli dalle celebrazioni della Festa della Repubblica. Una preoccupazione diffusa, che approderà al Consiglio comunale convocato per questa sera al Salone Estense. Dove il Carroccio si troverà alle strette, tra le critiche e le polemiche da parte di alleati ed avversari.

Durissima la reazione di Stefano Clerici, consigliere comunale e vice-segretario Pdl a Varese. “La cancellazione dell’Inno di Mameli dalle celebrazioni del 2 giugno è stata a dir poco verognosa. Esprimo lo sdegno del Popolo della Libertà di Varese per una decisione assurda e palesemente politica, di cui qualcuno dovrà rendere conto alla nostra città. Ci piacerebbe che Varese venisse citata nei telegiornali nazionali per ben altri motivi, e non derisa ciclicamente e ridotta, per colpa di qualcuno, a barzelletta d’Italia”.  “La sostituzione di Fratelli d’Italia con “La gatta” di Gino Paoli – continua Clerici  – rappresenta una nota stonata e una totale mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni, motivo per cui chiediamo di chiarire formalmente le responsabilità di tale decisione irrazionale”.

Provocatorio, dal fronte delle opposizioni,  Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero. “A Varese il sentimento nazionale è più forte che mai, forse dobbiamo ringraziare anche la Lega Nord, che con il suo comportamento per nulla condivisibile sta rafforzando anche sul nostro territorio l’amore per la patria, per l’Italia”. Per Nicoletti “è un errore attaccare i simboli della nostra Italia, perché attaccare i simboli equivale a contestare i valori fondamentali che uniscono un intero popolo. Valori in cui tutti, tranne pochissimi, ci riconosciamo. Valori profondi che nessuno si sognerebbe di contestare. Gli Italiani vogliono un paese migliore, dove questi valori vengano rispettati. Non contestano l’Italia ma la sua classe dirigente, compresa la Lega Nord, che in questi tanti anni non ha saputo dare quelle risposte che l’intero Paese si attendeva”.

Anche il Pd attacca, con l’interrogazione urgente firmata dal consigliere comunale Fabrizio Mirabelli. L’esponente del Pd varesino chiede a sindaco e giunta, “come mai, nel corso della deposizione delle corone ai piedi del monumento ai caduti di piazza Repubblica, presenti il ministro Maroni, il presidente della provincia Galli e il sindaco Fontana, il protocollo non abbia previsto la presenza di una bandiera militare”. Un’assenza, continua Mirabelli, corrispondente ad “una precisa scelta, una dimenticanza o una questione legata all’eventuale costo di tale presenza”. Ancora: l’interrogazione chiede “come ciò, in ogni caso, possa giustificare la mancata esecuzione dell’inno nazionale” e, comunque, “se non reputino questo brutto episodio gravemente offensivo per tutti coloro che, nei 150 anni di storia dell’Italia unita, non hanno esitato a sacrificarsi e a versare il proprio sangue per il nostro Paese”.

Mirabelli se la prende infine anche con il consigliere leghista Emanuele Monti, e chiede se sindaco e giunta “condividano le sprezzanti dichiarazioni del consigliere che ha parlato ‘dell’Italia, della sua Bandiera e del suo Inno’ come se si trattasse di cose a lui indifferenti ed estranee”.

Insomma i motivi sono numerosi perché questa sera, in Consiglio, la Festa della Repubblica targata Lega Nord possa alzare la temperatura della discussione e della polemica politiche.

3 giugno 2010
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