Varese

Estate a Varese, proposte costose e in ordine sparso

Arriva l’estate e, in tutta Italia, Comuni e assessori si spremono le meningi per partorire eventi e manifestazioni che allietino le sere e notti dei loro concittadini. Una consuetudine diventata, nel tempo, una tradizione consolidata, che impone a Comuni ed assessori di recuperare risorse economiche e sponsor. Ecco allora che si lanciano festival, kermesse, mostre e quant’altro. Una consuetudine che riguarda anche Varese. Però il capoluogo, che non brilla davvero per spirito d’iniziativa in campo culturale nel corso dell’anno, non si segnala neppure quando arriva l’estate.

Nel giro di una settimana a Varese si sono scoperte le carte. Prima l’assessore alla Promozione del territorio, Angelini, ha lanciato “Varese Cinema 2010”, una manifestazione lunga un giorno (no, qualche ora, dalle 21 in avanti), che in delibera costa al Comune 63mila euro più Iva, ma che può arrivare fino a 90 mila euro. “No, meno, al massimo ci costerà 30 mila euro netti: il resto sarà coperto da sponsor”.

E domani il sindaco-assessore alla Cultura Fontana presenterà il cartellone completo dell’Estate varesina, che nella relativa delibera (sì, siamo puntigliosi e ragionieristici, quando si tratta di soldi pubblici, cioè di tutti noi) costa 230 mila euro per una cinquantina di eventi. Un cartellone che comprende anche l’evento del cinema. E, dunque, tra l’altro, non si capisce perché questo evento sia stato presentato a parte.

Un bell’investimento complessivo, non c’è che dire. Ma resta l’impressione che il Palazzo Estense continui a navigare a vista, giustapponendo iniziative, con assessori diversi che vanno ognuno per la sua strada, senza una progettualità condivisa, senza idee forti e comuni.

La cultura e gli spettacoli come un grande vaso di Pandora, insomma, in cui dentro c’è un po’ tutto di tutto, bello e brutto, qualità e mediocrità, vecchio e nuovo. Soprattutto, si ha l’impressione che si tratti di iniziative spesso fini a se stesse, incapaci di mettere in azione un circolo virtuoso di ricadute sulle attività della città. Incapaci di coinvolgere la città, tranne i pochi che organizzano le iniziative e, dunque, trovano un vantaggio economico. Qualcosa di simile al recente G6: qualcosa che passa e vola sulla testa della città. Un po’ come gli elicotteri che hanno sorvolato la città nel corso del summit. Grossi e fastidiosi.

3 giugno 2010
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