Gallarate

Bondi dice Gam e non Maga. Un lapsus preoccupante?

Il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi

Tra le iniziative culturali di cui più si è parlato negli ultimi mesi, senza dubbio il nuovo museo di Gallarate, il Maga, è stato il più gettonato dai media. Una realtà significativa e imponente, che solleva interesse anche tra i politici. A tale proposito, un’interrogazione parlamentare è stata presentata dall’onorevole leghista Marco Reguzzoni. Il deputato bustocco chiedeva informazioni circa il modo in cui il Ministero dei beni culturali intendesse supportare la nuova realtà.

E così arriva la risposta del ministro Bondi, il quale in tutta la lettera continua a parlare della Gam, cioè utilizza la vecchia dizione di Galleria Arte Moderna. A tale proposito scrive: “Dal punto di vista gestionale la Galleria in questione, la c.d. Gam, costituisce una novità nel panorama dei beni culturali, in quanto per la prima volta, nel settore dell’arte moderna e contemporanea, questo Ministero è socio fondatore di una Fondazione il cui patrimonio è interamente conferito dall’ente locale”.  Ma come la “cosiddetta Gam”? E dove è finito il Maga? Una dimenticanza? Un errore? Un lapsus?

Continua il ministro: “L’unione dei due soci, quale il Comune e il Ministero, si sono rivelati una fusione positiva”. “In particolare preme sottolineare come lo strumento della ‘Fondazione’ possa rivelarsi strategico in quanto permette di coinvolgere i privati nel sostegno economico e nella gestione di un patrimonio pubblico che quanto più è coogestito anche dal privato tanto più diventa fruibile e quindi ‘aperto’ al pubblico”.

Insomma, il ministro rassicura il deputato leghista. Gli dice che il Ministero continuerà a sostenere la struttura. Ma il Maga non lo cita una sola volta. C’è da stare tranquilli sul futuro della nuova struttura?

3 giugno 2010
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