Cultura

L’europeo Dante Isella unisce Varese e Canton Ticino

Lo studioso varesino Dante Isella

Tutto ciò che apre i confini di Varese verso il Canton Ticino non può che essere apprezzabile e apprezzato. Tanto più se ad offrire l’occasione di questo sconfinamento è una figura autorevole come quella di Dante Isella, il grande studioso scomparso tre anni fa, un personaggio assolutamente anomalo nella nostra cultura. Un vero borderline della critica, capace di spiazzare programmaticamente certezze consolidate e aprire impensabili sentieri. Magari anche sostenendo tesi arditissime. Ricordate il libro “Lombardia stravagante”?  E l’idea che una cultura lombarda si dipani senza soluzione di continuità, da Maggi a Sereni, cioè dal Seicento al pieno Novecento. Estrema e splendida.

Qualche volta accade che anche Varese si ricordi di personalità varesine che volano oltre gli asfittici confini della Padania. E’ il caso di Dante Isella, che si vede al centro di due incontri che vedono insieme Comune di Varese, Associazione Amici dell’Università dell’Insubria, la Società storica varesina, il Circolo di Cultura di Mendrisio e dintorni. Un bel cartello che organizza due incontri in ricordo di Isella.

Si chiama “L’eredità culturale di Dante Isella”, l’incontro in programma a Varese sabato 12 giugno, alle ore 18, presso il Salone Estense. Sarà coordinato da Mario Speroni (Università di Genova), e vedrà gli interventi del raffinato Giovanni Agosti (Università di Milano), Donatella Martinelli (Università di Parma) e Giulia Raboni (Università di Parma).

Questo incontro varesino è stato anticipato da un analogo appuntamento, che si è tenuto sabato scorso presso il Centro scolastico comunale Canavèe di Mendrisio sui rapporti tra Isella e la Svizzera, con la partecipazione di Ottavio Besomi (Università e Politecnico di Zurigo), Giordano Castellani e Franco Lurà (Centro di dialettologia e di etnografia della Svizzera italiana).

1 giugno 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi