Varese

Arriva Celati, testimone di un mondo che crolla

Lo scrittore-regista Gianni Celati

Scrittore, viaggiatore, raffinato critico letterario, professore universitario, regista-documentarista, traduttore, provocatore culturale, Gianni Celati è certamente uno degli autori italiani viventi più significativi e sconosciuti. Nulla di incomprensibile in questo: il suo è un cammino isolato, senza padroni e padrini letterari, senza scuole e senza eredi. Un percorso ricchissimo di opere, di appuntamenti fondamentali, di aperture di nuovi profili all’interno della sua stessa opera. In una sperimentazione continua di generi e di linguaggi.

Difficile dipanare la trama della sua opera, quasi impossibile sviscerare i fili sottili e tenaci che legano le diverse anime creative di Celati, che fu il vincitore del “Premio Chiara”, con il volume “Cinema naturale” nel 2001. Sarà dunque una sfida il dibattito in programma domani sera, giovedì 27 maggio, alle ore 21, presso la Sala Urano del Multisala Impero di Varese, alla presenza dello stesso scrittore. Un incontro raro, con un protagonista della nostra narrativa, organizzato dall’Associazione culturale FreeZone, nell’ambito della rassegna “Documetarincorso”. Un dibattito che, stimolato dal critico cinematografico e direttore della rassegna Maurizio Fantoni Minnella e dal direttore di VareseReport Andrea Giacometti, servirà per arricchire il programma della serata.

Si partirà, infatti, alle ore 19.30, con uno dei documentari di Celati, che documentano uno degli incontri fondamentali dello scrittore: si tratta de “Il mondo di Luigi Ghiri” (1999), dedicato al fotografo e amico di Celati, che un ruolo importante ebbe nell’opera del narratore. Dopo il dibattito, alle ore 22, si potrà vedere quello che molti considerano il vero capolavoro del documentarista Celati: “Visioni di case che crollano” (2003). Qui il paesaggio è ghirriano, i personaggi ricordano Cavazzoni (per non dire Celati), le inquadrature evocano l’ultimo Olmi. E’ un documentario a tecnica mista, quasi una pellicola di un Wenders padano, con una strampalata troupe che deve girare un film, ma che diventa puro pretesto per filmare i luoghi magici ed impalpabili della Bassa. Un capolavoro assoluto, assolutamente imperdibile.

26 maggio 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi