Cultura

Il libro viaggia, piccoli editori tra Torino e Imperia

Fiera del libro ad Imperia

Diverse le manifestazioni dedicate al libro nel mese di maggio. Occasioni uniche per riflettere sulle “diversità” delle opere gutemberghiane. Partito da Torino, passato da Tradate/Venezia, in approdo ad Imperia, il piccolo viaggio tra le esposizioni che fanno incontrare il libro al lettore in maniera democratica, mette in luce una realtà fatta di numeri e diversità.

Al Salone Internazionale del Libro di Torino, dove internazionale è da intendersi come partecipazioni estere operanti sul mercato italiano, sono approdati in cinque giorni ben 315.013 visitatori. Migliaia di motivi, dunque, a sostenere che il libro non è morto. E’ proprio quello, infatti, che riceve il primo premio dell’edizione numero 23 (tema di quest’anno era La Memoria), o meglio, il suo autore che incontra i lettori ancora intorno alle edizioni cartacee (su cui Greenpeace cerca di disinformare): Amos Oz riceve 3.146 voti (pari al 47% dei votanti), segue l’americano Paul Auster con 2.385 voti, pari al 35% dei votanti, e il messicano Carlos Fuentes con 1.224 voti pari al 18%. In 6.755 hanno espresso la loro preferenza nelle sette postazioni touch screen disseminate nei padiglioni del Salone (15% dei votanti editori il restante 85% visitatori).

Il premio consiste in un assegno di 25.000 euro a titolo di fee per il proprio impegno e sarà consegnato a ottobre in una delle sedi del Parco Culturale Piemonte Paesaggio Umano, fra Langhe, Roero e Monferrato, dove Oz, il vincitore, terrà un ciclo di incontri e lezioni magistrali aperte a tutti. Un ennesimo riconoscimento al libro gutemberghiano ed all’autore, nato a Gerusalemme nel 1939 da una famiglia di origini russe e pubblicato in Italia da Feltrinelli.

E poi fa capolino quello virtuale, o meglio lo strumento per leggerlo l’e-book, grande protagonista di quest’edizione con numerosi modelli presenti: Kindle, Cool-Er, K8, K9, K10, K11, Cybook Gen3, Cybook Orizon e Cybook Opus (quest’ultimo andato a ruba con oltre 200 pezzi venduti).

E tra eventi e la social responability degli sponsor (e del presidio di Autogrill ai bisogni primari dei lettori: 8.000 hot-dog; 3.000 panini kebab e 30.000 caffè venduti), il Salone era costellato da imponenti espositori come Adelphi e Feltrinelli ed editori-eroi come 80144 Edizioni di Paolo Baron o RaroVideo, editori in collaborazione come Crocetti con Effigie, NDA con Shake ed i suoi “rappresentati”, ma anche editori riuniti in consorzio (commovente incontrare Manni e Moretti&Vitali insieme). Ed, infine, quelli che si sono affidati all’Incubatore, uno spazio più economico per le 43 case editrici con i pantaloni corti.

Fabio Geda, Roberto Saviano, Carlos Ruiz Zafon sono risultati gli autori dei bestseller del Salone del Libro di Torino: più 20-25 per cento di vendite rispetto all’edizione 2009 vengono dichiarate. Ed abbandonando tanti numeri si riflette su quanto il libro venga promosso o se la promozione riguardi solo le vendite, i numeri stessi, appunto.

Quindi, ci si sposta a Tradate e Venezia dove nello stesso week-end si è tenuto il Critical Book&Wine, manifestazione dove si gustano libri (40 editori indipendenti rigorosamente gutemberghiani) e si leggono i vini (5 aziende). “Due appuntamenti per riflettere su nuove forme di produzione e di mercato, per cercare l’uscita dal falso binomio tra produzione di lusso per pochi privilegiati e una massificazione alimentare priva di gusto e nociva. Editoria e produzione vitivinicola, due mercati attraversati da tensioni simili che vivono problemi analoghi. Due ambiti in cui la dedizione e l’amore per il proprio lavoro sono l’elemento determinante, in cui la qualità dei propri prodotti non si misura solo economicamente, in cui si guarda al pubblico non come a un soggetto da imbonire, o peggio da ingannare, ma come un ambiente con cui relazionarsi, riflettere, dare stimoli e riceverne. In entrambi questi settori la continua concentrazione in grandi cartelli produttivi schiaccia progressivamente quella che noi chiamiamo la «bibliodiversità» e la «enodiversità», circondando il consumatore di prodotti sempre più serializzati, spesso di infima qualità.” Solo le parole degli organizzatori possono dare un’idea di questi “mestieri d’arte” che regalano un gusto “diverso” ala vita.

E “Biodiversità: la molteplicità della vita è la salute della terra” è anche il tema di un’ennesimo “gusto per il libro” da consumarsi il prossimo week-end: da venerdì 28 a domenica 30 maggio si svolgerà la Fiera del Libro di Imperia nel centro storico di Porto Maurizio con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e dello Sviluppo Economico nonché del Comune e Provincia di Imperia, Regione Liguria e Regione Piemonte, Fondazione CARIGE. Parteciperanno come enti istituzionali: Comune di Imperia, Provincia di Imperia e di Cuneo, Università di Genova, Università Cattolica di Milano, DAMS, Provveditorato della Provincia di Imperia.

La mostra mercato del libro, alla sua nona edizione, si colloca tra le manifestazioni culturali di maggior rilievo a livello nazionale semplicemente inserendosi nel piano di rilancio del Centro Storico di Porto Maurizio e fregiandosi di ospiti e sostenitori illustri, di oltre 200 case editrici (circa 9000 quelle totali italiane) e di un’esposizione di migliaia di libri per i 50.000 visitatori (dati dell’ottava edizione). Quindi, in un solo week-end incontri con Giuseppe Conte, Antonio Caprarica, Lorenzo Del Boca, Nico Orengo, Andrea Pinketts, Flavio Oreglio, Demetrio Volcic, Gianni Vattimo (solo per citarne alcuni) delineeranno un profilo della chiave interpretativa di quest’edizione: la Biodiversità, l’importanza della varietà della vita sotto i profili culturale, economico, biologico e sociale.

Si alternano quindi i Concorsi legati al Gusto, alla cultura del benessere, il 3°concorso di poesia “tu sei, dunque, io sono”, presieduto da Giuseppe Conte e la nuova sezione dedicata al Fumetto (www.fieradellibroimperia.it). E come ogni percorso, anche il viaggio di un libro che incontra il lettore, non ha confini, né fini, ma solo diversità che si espongono nelle fiere che continuano a pullulare solo grazie all’amore ed al lavoro che gli editori continuano a dedicare quotidianamente a quel media gutemberghiano che altrove si allontana dal lettore.

Esempi da seguire, o comunque da conoscere, dai più organizzati a quelli progettati tra pochi appassionati, che possono generare idee nuove e “diverse” anche in una piccola provincia del profondo nord alla ricerca del grande evento, quella che affida la promozione del libro ad una molteplicità di premi letterari o agli “eventi” degli editori (quando non coincidono), dimenticando che il mercato è formato da prodotti, prezzi, promozione e distribuzione. Oppure alle “diversità”, insite nei “mestieri artigianali” da praticare con umiltà, dedizione e amore.

25 maggio 2010 Ombretta Diaferia redazione@varesereport.it
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2 commenti a “Il libro viaggia, piccoli editori tra Torino e Imperia

  1. Il libro viaggia, piccoli editori tra Torino e Imperia – Varese Report il 25 maggio 2010, ore 11:48

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