Gavirate

Premio Morselli, vince un veterano. Aperto il museo

Da sinistra, Azzalin, Olivieri e Raffo

Con la finale del Premio Morselli seconda edizione e il taglio del nastro di quello che è destinato a diventare un museo dedicato allo scrittore, un debito del territorio verso Guido Morselli è stato pagato ieri, a Gavirate, presso la Casina Rosa, il rifugio che lo scrittore scelse per scrivere, una meta ardua da raggiungere lungo una piccola sterrata, e che la dice lunga sulla volontà di isolarsi dal mondo da parte di Morselli. Ma come in tutte le cose belle, anche queste iniziative sono nate da una costellazione di contributi: l’idea di Silvio Raffo di rilanciare l’autore ignorato dagli editori, il volontariato competente di Linda Terziroli che ha portato sulle spalle il peso dell’orgnizzazione, la disponibilità di un editore, Dino Azzalin e la sua Nem, a pubblicare i volumi vincitori, la volontà di alcuni enti, Comune di Gavirate, Provincia di Varese, Varese Land of Tourism e Camera di commercio, di sostenere questa iniziativa culturale.

E così, ieri, sotto un sole che illuminava il bel parco della Casetta Rosa, alla presenza dei parenti dello scrittore, sono stati premiati i vincitori dì questa edizione del Premio Morselli. Una premiazione che ha voluto attenersi ad una serie di criteri, come ha ricordato il presidente del Comitato Morselli, il poeta Silvio Raffo: “Una scrittura senza banalità e volgarità, che fa una ricerca esistenziale, che si affida ad un bell’italiano, nitido, chiaro, scorrevole”. Guidata da questi criteri la giuria è arrivata a selezionare 12 finalisti, tra i quali i due che vedranno pubblicato il loro romanzo dalla Nuova Editrice Magenta.

Terza classificata la scrittrice Clotilde di Dio, siciliana, con il suo “Sabbia”, che vede una madre che legge opere ad una figlia in coma. Secondo classificato, invece, è “Upper Lake” di Renzo Bertoldo, che utilizza anche citazioni di Yukio Mishima. Vincitore è Renzo Olivieri, di professione psicanalista, con il romanzo inedito “Una strana indifferenza”, una storia di ambientazione gotica, uno scrittore veterano dato che ha già scritto cinque romanzi.

Dopo la premiazione è stata scoperta una targa alla Casina Rosa e aperta la mostra permanente dedicata a Morselli, al piano terra del piccolo edificio in cui lo scrittore si rifugiava. Fotografie, prime edizioni, tesi di laurea universitarie, una macchina da scrivere M20 Olivetti in tutto e per tutto uguale a quella appartenuta allo scrittore. Un piccolo tesoro che fa della piccola casa e della mitica Ardea di Morselli parcheggiata in giardino un’altra delle perle di bellezza del nostro territorio, sempre più ricco di eccellenze.

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24 maggio 2010 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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