Varese

Apre la mostra a Villa Panza. E arriva un triumvirato

L'artista tedesca e Bruno Corà

Non c’era l’aria spensierata del passato, questa mattina a Villa Panza. Per la prima volta, in prima fila, non era seduto Giuseppe Panza di Biumo, scomparso circa un mese fa, e ricordato con parole commosse dalla figlia Giuseppina. Un’aria mesta, una tristezza diffusa, la percezione che qualcosa è cambiata per sempre. E infatti, come ha rivelato Marco Magnifico, vicepresidente esecutivo del Fai, un comitato formato da tre storici dell’arte (“lo chiameremo comitato dei garanti”) affiancherà la direttrice Anna Bernardini. Sì, qualcosa è cambiato per sempre.

Ma questa mattina l’attenzione era tutta per la nuova mostra che, aperta oggi, approderà a settembre. Titolo enigmatico (“Cristiane Löhr. Dividere il vuoto”), per un’artista tedesca, la Löhr, appunto, allieva di Kounellis, che realizza piccole sculture vegetali con elementi ricavati da madre natura, dai semi ai crini di cavallo. Tutto appare, nelle Scuderie, come sospeso, fragilissimo, precario. Una metafora dannatamente attuale.

E una mostra che conferma l’intelligenza delle scelte di Villa Panza e del Fai (Fondo Ambiente Italiano) sul fronte varesino: piccole mostre, come avrebbe detto Giuseppe Panza, “d’eccellenza”, apparentemente sofisticate, ma in realtà godibilissime da chiunque. A supporto, un elegante catalogo, in cui Giuseppe Panza scrive della “semplicità, modestia, grande bellezza” che abitano le piccole opere dell’artista, che Bruno Corà, direttore dei Civici Musei di Lugano, non esita a definire “un giovane maestro che andrà lontanissimo”.

Però, c’è un però. Come sempre, ancora una volta, prevedibilmente, le autorità hanno brillato per la loro assenza. Assenti due politici leghisti: il sindaco e assessore alla Cultura di Varese, Attilio Fontana, e il presidente della Provincia di Varese, Dario Galli (oltre che l’assessore alla Cultura, Francesca Brianza, anche lei leghista). Ha un bel dire, Magnifico, che i rapporti di collaborazione sono ottimi (“ma il Comune all’inizio è stato più distante rispetto alla Provincia”, rimarca, con una punta di perfidia, Magnifico), ma in queste occasioni le assenze sono pesanti come pietre.

Non resta, a Magnifico, che appellarsi ai varesini perché collaborino ad acquistare, per Villa Panza, qualche opera dell’artista tedesca. Da collocare nello studio del conte.

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19 maggio 2010
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