Milano

A Milano Balestrini ricorda l’amico Sanguineti

La mostra milanese di Nanni Balestrini

Quasi un’amara coincidenza, un coincidenza di cammini distinti, ma accomunati per un lungo tratto di strada. Proprio ieri, giorno dell’inaugurazione, nella metropoli, presso la Galleria Milano, della mostra “Avidochilegge” di Nanni Balestrini, si apprendeva della morte improvvisa di Edoardo Sanguineti. Balestrini e Sanguineti sono stati due compagni di strada,  protagonisti di una stagione culturale ricca ed irripetibile, tra i fondatori del Gruppo 63. Entrambi, tra anni Cinquanta e primi Sessanta, giovanissimi, hanno contribuito ad uno svecchiamento radicale delle istituzioni letterarie, imponendosi con la forza della rottura in un panorama culturale immobile ed asfittico, un po’ come quello odierno.

Poche parole di Nanni Balestrini sull’amico scomparso a Genova. “Abbiamo condiviso una lunga avventura poetica. Ero al corrente che aveva problemi di salute, ma naturalmente sono rimasto molto sorpreso di una morte avvenuta all’improvviso”.

Poi al dolore per la morte di un amico è subentrata l’emozione per la nuova mostra, che propone il Balestrini dello sperimentalismo anni Sessanta, quello dei collage realizzati con pezzi di giornale, quasi cimeli d’epoca, con molti riferimenti alla guerra del Vietnam e alle lotte sociali, e quello più recente, rappresentato da grandi tele su cui migliaia di piccoli segni compongono un brulicante e contraddittorio universo. Forti metafore, le ultime opere, di un linguaggio che perde in forza comunicativa ciò che acquista in complessità.

Una mostra che non dimentica neppure la poesia di Balestrini, raccogliendo alcune sue opere in una vetrinetta. Tra queste spiccano i versi dedicati alla Signorina Richmond e il romanzo-cult “Vogliamo tutto”, sulle lotte operaie alla Fiat negli anni Sessanta.

19 maggio 2010
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