Varese

Rodari cittadino di Varese. La vedova: “Se lo meritava”

Il tavolo dei relatori all'ex Rivoli

La cerimonia, semplice e commossa, è stata proprio all’inizio del pomeriggio che, presso l’ex Rivoli di Varese, è stato dedicato alla presentazione del volume dei racconti e degli scritti giovanili di Gianni Rodari. Come ha ricordato l’editore Pietro Macchione, un uomo che fu “comunista, partigiano, polemista, seminarista, giornalista del Luce e giornalista de L’Unità”.  Un personaggio sfaccettato, con un percorso ricco di sfumature e di prese di posizione diverse.

Il sindaco di Varese, Attilio Fontana, ha consegnato alla vedova dello scrittore, Maria Teresa Ferretti Rodari, la pergamena con la cittadinanza ad honorem per l’autore della “Grammatica della fantasia”. “Come moglie ritengo che Gianni se la meritasse”, taglia corto la vedova, esprimendo forse un certo disappunto per un riconoscimento che risulta piuttosto tardivo.

Sul palco una serie di relatori, e tra questi il pedagogista professor Luciano Caimi, che dibattono di Rodari, della sua personalità, della sua opera, sotto l’attenta regia di Gianfranco Giuliani, giornalista del quotidiano “La Prealpina”. Tra loro anche gli autori del volume di scritti giovanili “Gianni Rodari e la signorina Bibiana”, in cui vengono riproposti i diversi articoli pubblicati da Rodari sulla stampa locale. Un modo per offrire al pubblico dei lettori e degli studiosi una serie di testi dimenticati in biblioteche e archivi e che ora, finalmente, rivedono la luce.

15 maggio 2010
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