Cultura

Crocetti: “Varese può vantarsi dei suoi poeti”

L'editore Nicola Crocetti

E’ facile raggiungere la casa editrice di Nicola Crocetti, estrema periferia Nord-Ovest della metropoli. Ci si trova all’improvviso di fronte ad un mega-condominio di colore bianco con portiere e giardinetti, forse, un tempo, uno stabile avveniristico. Il problema è poi non perdersi una volta varcato il cancello, tra corridoi, portici e scalette condominiali.

In casa editrice si è accolti, fin dall’ingresso, da scatoloni con i libri e i manoscritti che arrivano ogni giorno a Crocetti. “Me ne arrivano tremila ogni anno”, dice rassegnato l’editore nato a Patrasso. Siamo venuti nei suoi uffici milanesi per parlare di Varese, prima che Crocetti parta per la lunga maratona del Salone internazionale del libro di Torino. Varese è, forse, una città anche di santi e navigatori, ma senza dubbio è città di poeti. Tra rassegne, circoli, case editrici, eventi, nella città giardino la poesia è un po’ di casa.

Partiamo dall’ultima conferma. Proprio sull’ultimo numero della sofisticata rivista di Crocetti, “Poesia”, fa mostra di sé un’anticipazione di un volume della poetessa americana (sconosciutissima in Italia) Sara Teasdale. Volume in uscita da Crocetti che sarà curato da Silvio Raffo e che in “Poesia” è presentato da una giovane promessa, Gio Calarco. Un pretesto per entrare subito nel merito. “Credo che Varese non abbia eguali in Italia sul fronte delle città di provincia: può infatti esibire due curatori di Meridiani (Raffo per la Dickinson e Scotto per Bonnefoy), oltre ad un buon poeta ed un buon organizzatore culturale, come Dino Azzalin. Una triade di tutto rispetto, non c’è che dire”.

E’ stato più volte, l’editore e traduttore Nicola Crocetti, a Varese. Spesso alle letture organizzate da Azzalin in riva al lago, il 10 agosto, e poi per altre rassegne insieme a poeti come Bonnefoy (“l’ultimo grande vecchio della poesia europea”). E’ stato a Varese, che tanti definiscono piuttosto sonnecchiante. “Mi è sembrata sempre intellettualmente vivace, con un paio di librerie che nulla hanno da invidiare a Milano e Roma”, dice Crocetti.

Città vivace nonostante la cappa padana? Nonostante il basso profilo culturale del Carroccio? “Non sono esperto di queste cose – dice Crocetti -. Ma se sono i risultati quelli che contano, io ho visto vivacità e ricchezza culturale”. E così parla di quelli che siamo soliti definire i “poeti laureati”. Silvio Raffo? “Un ottimo poeta e un traduttore sensibilissimo”. Fabio Scotto? “Anche lui ottimo poeta, traduttore e critico”. Quanto a Dino Azzalin, Crocetti dice: “La figura più eclettica che, oltre a distinguersi come poeta e organizzatore culturale, certamente ha fatto un’operazione meritoria rilanciando la gloriosa casa editrice Magenta”.

Ma Varese non si esaurisce qui. Partendo dal nume tutelare Vittorio Sereni da Luino, Crocetti ricorda il giovane Aldo Nove da Viggiù che fu redattore di “Poesia” e che da Crocetti pubblicò “Fuoco su Babilonia”. E poi Franco Buffoni, da Gallarate. Ermanno Krumm, da Golasecca. E altri ancora. Poeti, poeti, poeti. E Piero Chiara, scrittore illustre? “Sì, l’ho letto, ma preferisco i poeti ai narratori”, taglia corto. E poi ci offre un caffè fatto con una macchinetta in una stanza foderata di libri. Tanti, di tanti colori. Molti di loro finiscono da queste parti, negli scaffali della biblioteca di Tradate. Il mondo è davvero piccolo.

12 maggio 2010 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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Un commento a “Crocetti: “Varese può vantarsi dei suoi poeti”

  1. DINO AZZALIN il 13 maggio 2010, ore 17:52

    grazie, veramente gratificante. dino

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