Arte

L’architettura vegetale della Löhr a Villa Panza

L'artista tedesca Christiane Löhr

E’ la tradizionale mostra di Villa Panza che ci accompagnerà lungo l’estate. Come sempre, una mostra non faraonica, un po’ di nicchia, ma certamente di grande interesse. Una vecchia ricetta del Fai, che continua a non smentirsi quanto a qualità e oriinalità della sua proposta espositiva. Questa volta l’artista prescelta dal Fai è Christiane Löhr, protagonista della rassegna “Christiane Löhr. Dividere il vuoto”, che sarà inaugurata giovedì 20 maggio (resterà aperta fino al 5 settembre). Nelle Scuderie di Villa e Collezione Panza saranno proposte oltre cinquanta opere tra disegni, sculture e installazioni, la maggior parte delle quali realizzate esclusivamente per gli spazi espositivi del museo.

Christiane Löhr – artista tedesca le cui opere fanno parte della Collezione di Giuseppe Panza dal 2003 – crea sculture e installazioni attraverso il contatto diretto con la natura e la sua relazione con lo spazio. L’artista utilizza materiali inconsueti come i semi di diverse piante – cardo selvatico, edera, graminacei – oppure crini di cavallo per realizzare le sue installazioni che, come microcosmi lievi e raffinatissimi, rimandano a un’architettura immaginaria, preziosa e complessa, ma allo stesso tempo espressione di una solidità rassicurante.

Fragili e delicate e insieme robuste ed eterne, le sue installazioni interagiscono anche in questa sede con il vuoto che le circonda, come nell’intento di sottrarre forza vitale alla trasparenza dell’aria. La sua arte è sospesa tra la leggerezza apparente delle sue costruzioni e la semplicità dei materiali utilizzati che, parte integrante del mondo in cui viviamo, rimandano a forme pure ed eleganti libere da inutili sofisticazioni.

Con la mostra dedicata alla Löhr, il Fai prosegue quella continua ricerca e valorizzazione del lavoro di artisti collezionati da Giuseppe Panza, che ha visto rassegne dedicate a Dan Flavin (2003-04), Lawrence Carroll (2005), Richard Long (2006), Anne Appleby (2007), Joseph Kosuth (2007) James Turrell (2008), Franco Vimercati (2008).

Nel catalogo relativa alla nuova mostra, si potranno leggere un testo critico di Bruno Corà, un contributo inedito di Giuseppe Panza e un’intervista all’artista.

12 maggio 2010
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