Arte

Artparty, ultimo atto. Il bilancio di Morandini

Marcello Morandini, curatore di Artparty

Artparty, ultimo atto. Sono 19 gli artisti che hanno esposto le loro opere alla Sala Veratti, ultimo segmento di quel lungo percorso che ha visto tre precedenti mostre presso le sale del Castello di Masnago dedicate, rispettivamente, ad artisti, architetti, e insieme a fotografi e letterati. Un percorso cementato dal tema unificante della sfera. Da trattare, da tradurre, da tradire.

Tanto si è parlato di questo itinerario, dei suoi limiti e dei suoi pregi. Un itinerario che ha suscitato ampie simpatie ed altrettanto ampie avversità, certamente che non ha lasciato indifferenti.  Ideatore e curatore di Artparty è stato Marcello Morandini, varesino, designer di fama internazionale, una lunga carriera di docente in prestigiose università straniere. E’ stato lui a lanciare la sfida di Artparty avendo presenti, fin dall’inizio, alcune prospettive di sviluppo. Ne parliamo con lui, presente alla Sala Veratti.

Come valuta questo percorso ora che è stato completato con questa ultima rassegna dedicata ai pittori?

Complessivamente mi sembra che sia andata bene. Molto pubblico è venuto a vedere le opere esposte in mostra, tante le opere proposte, spazi di Varese che sono stati valorizzati.

Quest’ultima tappa di Artparty non rischia di ripetere la prima? Anche in quel caso esponevano artisti.

Alla Sala Veratti sono state esposte opere di artisti che non se la sono sentita di lavorare direttamente sulla forma della sfera, a differenza degli artisti che hanno partecipato alla prima mostra.

Alla presentazione dell’itinerario si era ventilata l’ipotesi che Artparty si sarebbe ripetuta. E’ proprio così?

Artparty si è completata, ha una sua ragione di essere, qui ed ora, non può essere rifatta. Ma di questa rassegna si deve salvare la logica.

Cioè?

Direi che più che una mostra, è stata un’ipotesi di lavoro. Da questa edizione sono scaturite idee, prospettive, proposte che adesso vanno riprese e discusse, magari proprio con l’aiuto di coloro che hanno partecipato. Una riflessione che può aiutare la città e chi la amministra a programmare eventi e iniziative, superando una logica legata ai sinboli eventi. Un ragionamento che intendo proporre al sindaco Fontana. In questo senso, si può dire che Artparty proseguirà.

9 maggio 2010
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2 commenti a “Artparty, ultimo atto. Il bilancio di Morandini

  1. DINO AZZALIN il 11 maggio 2010, ore 15:42

    bene, bene, bene,

  2. Twelve Special Edition Rugs By Nine Designers for Ruckstuhl. | Home Decor Blog il 28 luglio 2010, ore 05:34

    [...] Artparty, ultimo atto. Il bilancio di Morandini [...]

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